In punta di matita

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Appunti sulla vita di un professore universitario, architetto del paesaggio, nei suoi schizzi e nell’affettuoso ricordo di colleghi, allievi ma, soprattutto, amici.

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A cura di Francesca Boggiano e Riccardo MonniCon un ringraziamento particolare a Patrizia ZagnoliSi chiamano scrapbooks e stanno tornando di moda. Sono i piccoli album, tascabili e non che, soprattutto nell’Ottocento, hanno accompagnato i grandi viaggiatori nelle loro peregrinazioni intorno al mondo. Charles Darwin sui suoi famosi taccuini rossi espose le radici della teoria sull’origine e l’evoluzione della specie corredandole di precisi e affascinanti disegni. Ma già nel Settecento aristocratici, scrittori e artisti protagonisti del Gran Tour percorrevano le contrade italiane armati di libretti d’appunti ai quali, via via, affidavano le loro impressioni, accompagnate da schizzi più o meno fedeli di quanto ammiravano. In assenza di macchine fotografiche, l’anima di un paesaggio, i dettagli più nascosti di un monumento erano memorizzati e commentati grazie a un lapis o a una sanguigna. In epoche più recenti anche Bruce Chatwin o Mario Soldati hanno coltivato questa passione conservando, nascoste in una pagina, visioni ed emozioni. Ed è in questa tradizione che si inserisce Augusto Boggiano – In punta di matita, secondo libro della collana Le Nuvole. Boggiano era un architetto urbanista difensore del paesaggio che ha molto viaggiato e fin dall’inizio del proprio insegnamento all’Università di Firenze ha utilizzato il disegno come linguaggio. Disegnava dappertutto e su qualsiasi superficie: fazzoletti di carta, tovaglie e tovaglioli, bustine di fiammiferi, biglietti di un museo o della metropolitana. Disegnava rapporti di armonia tra volumi costruiti dall’uomo o dalla natura e, all’interno, inventava ironiche ministorie su stesso, sui compagni di viaggio, sulle sue amatissime donne, su episodi estemporanei. Sintetico ed efficace nel rilevare gli elementi salienti di un contesto urbano come marino, era sempre leggero nel tratto. Da buon ligure (ci teneva a dirlo) non sovrabbondava mai. Il suo stile nella vita poteva racchiudersi in un’idea: l’eleganza ha un basso profilo.Augusto Boggiano è morto nell’agosto del 2007 lasciando un vero patrimonio di schizzi, eredità di innumerevoli viaggi all’inseguimento delle sue due grandi passioni: l’architettura e la vela. Una parte della preziosa iconografia è riportata in questo libro in forma di piccolo album. Accompagnano i disegni affettuose testimonianze di colleghi di lavoro e amici con cui divise tante animate discussioni e conviviali serate.

Dettagli libro

Peso0.3 g
ISBN

8860872634

Categoria

Collana

Anno Pubblicazione

Pagine

110, con illustrazioni b/n

Autore

Boggiano, A.