Sorella pigrizia

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L’accidia purgatoriale come forma mentis letteraria da Belacqua a Beckett
Non è un caso che Belacqua, incontrato da Dante nel quarto canto del Purgatorio, sia l’unico personaggio capace di muovere «le labbia» dell’austero poeta «un poco al riso».

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Non è un caso che Belacqua, incontrato da Dante nel quarto canto del Purgatorio, sia l’unico personaggio capace di muovere «le labbia» dell’austero poeta «un poco al riso». La pigrizia, peccato veniale e «allegro», è la variante purgatoriale dell’infernale «tristizia» (malinconia, depressione), contrario naturale della solerzia (ad esempio quella di Virgilio), ma soprattutto è contrapposta alla vanità intellettuale di qualsiasi Ulisse. Belacqua, il pigro, è l’eroe di questo racconto critico sulle tracce letterarie di sorella Pigrizia, un racconto in cui Giulio Braccini incontra e fa parlare il narratore del Furioso (e i suoi alter ego come Astolfo), il “torraiolo” Montaigne dei Saggi, il fatuo ma riflessivo Marivaux dei Giornali, i personaggi di Sterne (Tristram Shandy in primis), Oblomov, i nostri crepuscolari (contrapposti ai vociani), il Tristan Corbière “autore segreto” di Beckett, e Beckett stesso, l’unico a riproporre Belacqua sin dal nome del suo primo personaggio in More Pricks than Kicks. Il viaggio si chiude su Virgilio che, accompagnato il discepolo fino alle porte del paradiso, ridiscende lentamente verso l’inferno, e magari reincontra Belacqua ancora seduto nel solito posto.

Dettagli libro

Peso0.3 g
ISBN

8860871824

Categoria

Collana

Anno Pubblicazione

Pagine

210

Autore

Braccini, G.