Un luogo della città per custodia de’ pazzi

Santa Dorotea dei Pazzerelli di Firenze nelle delibere della sua congregazione (1642-1754)

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Santa Dorotea dei Pazzerelli di Firenze nelle delibere della sua congregazione (1642-1754)

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A cura di Graziella Magherini e Vittorio Biotti_x000D_
Nella civilissima Firenze rinascimentale i malati mentali, in particolare quelli poveri e miserabili, venivano rinchiusi nel Carcere delle Stinche, situato nel medievale rione di Santa Croce. Solo verso la metà del Seicento Firenze avvia un processo di riconoscimento della specificità della malattia mentale, con la nascita di Santa Dorotea dei Pazzerelli. Una piccola comunità, ideata dal carmelitano Padre Alberto Leoni, che accoglieva appunto, nel cuore della città, malati mentali.Graziella Magherini, psichiatra e psicoanalista con vasta esperienza nelle istituzioni psichiatriche pubbliche, e Vittorio Biotti, uno psicologo che ha svolto attività direttive e di ricerca nell’ambito dell’Amministrazione per i Beni Culturali e Ambientali, hanno seguito e analizzato, attraverso documenti di archivio, la vita di questa originale istituzione, che ha rappresentato uno dei primi esempi nel mondo di uno spazio specificamente dedicato alla malattia mentale. Vita che si è evoluta per un secolo e mezzo in interrelazione con i mutamenti sociali e sanitari della comunità fiorentina e che si è conclusa con la nascita del fiorentino manicomio di Bonifazio. Oggi, in un periodo storico che vede in Italia la chiusura totale dei manicomi e una trasformazione radicale dell’assistenza psichiatrica, far rivivere vecchie significative esperienze trascende l’interesse e la curiosità storica per stimolare la riflessione sul rapporto fra la comunità cittadina e il malato mentale, sempre oscillante fra conoscenza e comprensione, fra contenimento e terapia.

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ISBN

8871663292

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