Isole dimenticate

Il Dodecaneso da Giolitti al massacro del 1943

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Il Dodecaneso da Giolitti al massacro del 1943
Un viaggiatore francese, Claude Cottu, sbarcato a Rodi nel 1844, scriveva nel suo diario: “Le foreste spariscono, vengono abbattuti senza alcun criterio i pochi alberi rimasti ancora in piedi, rovinando incantevoli colline”.

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Un viaggiatore francese, Claude Cottu, sbarcato a Rodi nel 1844, scriveva nel suo diario: Le foreste spariscono, vengono abbattuti senza alcun criterio i pochi alberi rimasti ancora in piedi, rovinando incantevoli colline. A quei tempi la grande isola dell’Egeo e l’arcipelago delle Sporadi meridionali, chiamato anche Dodecaneso, appartenevano all’Impero ottomano e ne seguivano il declino. Cottu, colpito dallo stato di abbandono di quei posti aggiunse che in questo torpore generale regna un silenzio infinito, quel silenzio di morte che regna su tutta la Turchia. Quel torpore fu rotto 68 anni dopo dagli italiani, i quali, nel corso della guerra di Libia, occuparono Rodi e le altre isole. Divenute per più di trent’anni possedimento italiano, tornarono alla vita grazie a un’amministrazione accorta e lungimirante per merito soprattutto del governatore Mario Lago, un personaggio mitico ancora oggi ricordato dagli abitanti più anziani di quelle isole. Il Dodecaneso, ceduto alla Grecia alla fine della Seconda guerra mondiale, nella tragica parentesi successiva all’8 settembre del ’43 fu difeso dai soldati italiani che si opposero con grande valore all’arroganza delle truppe germaniche._x000D_

Dettagli libro

Peso0.3 g
ISBN

8871667999

Categoria

Collana

Anno Pubblicazione

Pagine

164

Autore

Vittorini, E.