Di cosa sono fatti i libri

Di cosa sono fatti i libri

Un libro è un oggetto fisico che entra a piedi uniti nella universo dell’ immaginazione. Per descriverlo si chiedono in prestito arnesi e strumenti della letteratura e per racchiuderlo si prova ad acciuffare i suoi elementi narrativi: il protagonista, il genere del libro, lo stile di scrittura e  l’epoca in cui è raccontato etc. “Un libro sogna, è l’unico prodotto inanimato che possa avere sogni”, diceva Ennio Flaiano; ma ogni volume ha delle parti intrinseche che lo caratterizzano: le componenti materiali di un libro che per osmosi assumono tratti romanzeschi.

Alcune di queste le abbiamo raccolte in questo glossario letterario:

 

  ( Prove di copertine)

 

  • Copertina

E’ la parte più visibile di un libro che determina il primo incontro con i lettori. La copertina di un libro è una parte fondamentale e bizzarra perché non rientra nel testo e la sua scelta è un processo surreale e minuzioso perché maneggia un materiale sconfinato: l’immaginario dei lettori.

Il compito di scegliere la copertina di un titolo è affidato all’editore e può richiedere alcuni giorni come diversi mesi. Si tratta di un processo contromano, ovvero di trasformare le parole in un’immagine. Quando descriviamo un’opera d’arte con le parole nel linguaggio retorico  si chiama ecfrasi. Selezionare la copertina di un libro è il procedimento contrario: un ecfrasi al rovescio. E’ un percorso a ritroso perché bisogna cercare un immagine che possa riassumere un testo. Quando entriamo  in una libreria disponiamo di una scelta variegata ma ci ruba lo sguardo la copertina che, attraverso un meccanismo surreale, suscita in noi avventurieri una breccia nella nostra immaginazione. Le copertine hanno il compito di farci scontrare con un libro, svelandolo per come il lettore lo possa immaginare.Un libro deve riuscire ad essere il prolungamento della sua copertina per non disattendere quel primo incontro con il lettore in libreria.

 

  • Dorso

Si potrebbe chiamare la schiena di un libro. E’ la parte visibile quando sono ordinati in una libreria, di taglio che riporta generalmente titolo, autore ed editore. Il dorso è la parte a noi più familiare perché così lo disponiamo anche nelle nostre librerie. Come ordinare dei vecchi amici su uno scaffale e di tanto in tanto osservarli di sottecchi e rievocare i ricordi di quando li avevamo letti: in quale momento della nostra vita, con chi eravamo, dove ci trovavamo ecc. Tra i dorsi dei libri passano attimi della nostra vita, ordinati puntigliosamente oppure catalogati in maniera astrusa o secondo un criterio preciso che nemmeno ci ricordiamo. Sono una mappa sentimentale dei nostri gusti letterali. Le collane iconiche sono distinguibili dalla schiena: per esempio la collana di romanzi di fantascienza Urania, con la grafica bianca lunare e il cerchio rosso fuoco in mezzo ., oppure gli Oscar Mondadori con la silhouette nera del premio Oscar al suo interno. I dorsi sono una parte periferica di un libro che ha un significato personale per ogni lettore.

  ( Commissario Maigret)

 

  • Le bandelle

Sono le due parti interne che danno le generalità di un libro. Si possono chiamare alette o risvolti di copertina e caratterizzano i libri in brossura. Sulla bandella anteriore si scrive la trama del libro e su quella posteriore trova spazio la biografia dell’autore. Sono complementari e sempre accoppiate come i baffi e la pipa di Maigret. Hanno il ruolo di fornire al lettore una pista da seguire per scovare e lasciarsi incuriosire dal libro. Il nome deriva dai nastri di rame o ottone usati per incernierare le porte e permettere ai cardini di aprirsi e chiudersi. Le bandelle sono una prima traccia per capire un libro,  una prima fotografia letteraria, come quando il commissario Maigret si precipita sulla scena di un delitto, gli viene fatta una prima presentazione del caso sul posto: il luogo, il tipo di morte, la vittima. Dall’altra parte una scheda dell’autore è utile per farsi una prima idea del movente . Non si conosce cosa abbia spinto un autore a scrivere un libro ma leggendo la bandella possiamo seguire una pista.

Le bandelle raccolgono indizi che devono essere argutamente nascosti al loro interno per poi essere ritrovati nel libro.

 

( Italo Calvino)

 

  • Quarta di Copertina

La quarta di copertina è la parte posteriore del libro. Si chiama quarta perché è la quarta faccia. In questo spazio si cerca di catturare attraverso la scrittura il significato del libro. E’ un impresa che si muove in modo antiorario perché si tratta di  riassumere l’anima di un libro e  confinarla con poche parole. Per questo  penso  che venga chiamata “Quarta” perché ricorda una componimento musicale: sottrarre il più possibile per aggiungere nel significato. Chi cura le quarte di copertina deve misurarsi con lo spazio e il suono., rispettivamente  per riuscire a contrarre il significato di un libro nel giusto numero di parole e per fare in modo che le parole si leghino tra di loro con grazia affinché  il lettore ne rimanga intrappolato.  Negli anni cinquanta Italo Calvino, come redattore in Einaudi, ha scritto centinaia di  quarte di copertina in cui combinava penetrazione critica insieme alla maestria d’esecuzione. Si muoveva come un sassofonista Jazz che nello swing  riassume una polifonia di voci in un suono unico. I redattori che scrivono le quarte di copertina sono artigiani che limano e racchiudono un libro in poche righe per imbrigliare la fantasia dei lettori.

 

( Il Gattopardo- Tomasi Di Lampedusa, 1958)

  • Incipit

L’inizio di un libro è l’ultimo passo prima di abbandonarci alla scrittura. L’incipit è dove tutto comincia ed è la fionda che ci catapulta nella storia. E’ una distrazione temporale letteraria perché ci fa entrare in luoghi in cui non ci trovavamo fino a poco prima. Potremmo essere in salotto a Milano  e in un momento dopo trovarci a Donnafugata nella villa del Principe Maurizio Corbera  di Salina nel Gattopardo., oppure dopo una sortita per bere di notte potremmo approdare nella Locanda Ammiraglio Benbow dell’Isola del Tesoro. L’inizio di un libro significa togliere gli ormeggi  dalla realtà ed approdare su un isola che ci era parso di riconoscere avendo visto la copertina. E’ l’ultimo momento di quel rito fantasioso e abitudinario che avviene tra un libro e il lettore: lo scegliersi a vicenda.

 

Il Mestiere dell' Editore

29 Luglio 2020