Un’ America raccontata da un poeta

Un’ America raccontata da un poeta

 

Un piccolo paese del New Jersey, Long Branch ha dato i natali a un poeta che è riuscito a catturare il profondo colore e tratto americano e metterlo in versi. Robert Pinsky, è nato da Silvia e Milford Pinsky che aveva un piccolo negozio d’ottica.  Nel 1997, Pinsky è stato nominato Poeta Laureato degli Stati Uniti perché ha acciuffato il carattere frammentario di un Paese, attraverso uno stile poetico caratteristico dotato di un ritmo narrativo, un flusso continuo come un assolo jazz.

 

( Robert Pinsky)

 

Alla fine degli anni Settanta, l’America di Pinsky si presentava come un corpo politico, economico e sociale di cui si potevano osservare tutte linee di frattura, era una radiografia di un paese incrinato. Al centro del dibattito c’erano le disuguaglianze sociali e la lotta per il riconoscimento dei diritti in un’epoca di fermento iniziata dalle generazioni di ragazzi che urlavano e riempivano le piazze. In questi mesi il sentimento di quegli anni è tornato diffondersi per le città degli Stati Uniti. Pinsky, negli anni Settanta, pensò di raccogliere le facce e l’anima americana  attraverso la poesia perché la scrittura in versi potesse custodire immagini seguendo un proprio ritmo. Il poeta ha risucchiato le diverse anime e contraddizioni del paese, sottraendo il superfluo e gli abbellimenti, arrivando al nocciolo. Gli anni Settanta piombarono subito dopo lo sbarco sulla luna, e furono gli anni dello scandalo del Watergate che provocò le dimissioni del presidente Nixon e della Guerra del Vietnam che movimentò i tumulti nelle strade. L’America aveva il cuore rosso di passione e la faccia scura come quella degli scontri tra polizia manifestanti.

 

Nel 1979, Robert Pinsky pubblica An Explanation of America che è un affresco di un Paese nel mezzo di praterie desolate e ritagli urbani nel disgregato panorama americano. L’autore presenta il testo come un poema dedicato a sua figlia. L’America è disegnata come una realtà fluida e vuota ma in movimento. La narrazione procede come un treno lanciato ma con una metrica precisa e rigida senza mai deragliare. L’abilità di Pinsky è di comporre un ritmo che accompagna l’andamento poetico, una musica che non è contorno ma è discorso e amplifica il senso dei versi. Il testo si muove attraverso imperfette memorie condivise che emergono oltre le figure: il vagabondo suicida, il poeta della prateria o i lustrascarpe agli angoli delle strade, sono loro che guidano la lettura che si sposta dall’ accalcata coralità delle metropoli al sussurro della città di provincia, dal vuoto immenso delle pianure al limite del mare ad occidente.

 

 

Pinsky era un appassionato di musica jazz. La tensione e il flusso della musica hanno inspirato la sua poesia. La metrica aveva uno schema definito come uno spartito attraverso cui prendeva forma il flusso di versi ed immagini. Era un’improvvisazione regolata dalla poetica ma pura e immediata come il jazz. Due forme diverse ma attigue che hanno saputo contenere la detonante pluralità della società americana.

 

( Un’ America, Robert Pinsky, Casa Editrice Le Lettere, 2009)

 

Estratti dalla raccolta di poesia, Un’ America pubblicato da Le Lettere nel 2009, tradotte e curate da Simona Lenzi:

 

 

 

 

Dalla Superficie                                    

 

Voglio che questo nostro paese stia fra noi

Come un sogno in comune, perciò, che noi vogliamo vedere. Non che tu debba

Vedere atrocità per sé,

né che io ne pensi l’immagine innocua.

Intendo il modo in cui è da vedere

In imperfette memorie condivise.

 

Politica Locale

Gli ebrei che inventano i film di cowboy, ed i neri la musica

gente che sogna macchine e modi per votare,

i baschi e i giapponesi – ciascuno che rivendica un umorismo proprio.

Immigrati impazziti o prigionieri in rivolta,

oppure solitari nella segreta stretta di una branda o una cella,

ad intagliare un’arma od un’atroce opera d’arte:

una lama da cucchiaio, una bubbola

una pistola da una saponetta

una goffa poesia o un disegno osceno

urgente e sdolcinato come in un tatuaggio…

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