Redazione Le lettere
 15/07/2021

L’8 luglio, in una sera d’estate del 1821, nasceva Edgar Morin. L’unicità della sua figura è data dall’impossibilità di confinarlo in un particolare ambito o mestiere: il francese è stato infatti sia filosofo che sociologo, sia critico cinematografico che antropologo. E attraverso la sua vita ha radiografato il secolo indagandone i cambiamenti.

Figlio di immigrati di origine ebraica sefardita, nome d’origine Nahoum, giunti a Parigi da Salonicco nei primi anni Venti del Novecento, Morin, senza un’identità culturale definita, non avendo una propria nazione, ha ereditato da loro un senso di “appartenenza mediterranea”. E da queste radici fluttuanti ha coltivato una propria postura nei confronti di tutto ciò che lo circonda, una costante aderenza alla realtà osservata con la perizia di un luminare e la meraviglia di un bambino. A dieci anni rimane orfano di madre: questa perdita rappresenterà per lui un incontro mancato, solo abbozzato dalle prime tenerezze materne. E tuttavia questa assenza sarà la più acuta presenza nella sua vita. Ci vorranno anni affinché la necessità di aprirsi al mondo e la voglia di vivere riescano a squarciare il cerchio di timidezza che lo avevano bloccato fin da piccolo.

Nel 1940 entra a far parte della resistenza francese contro l’occupazione nazista e qui prende possesso del nome di lotta Morin che decise di non togliersi più. Durante quei mesi, riesce a salvarsi grazie al sacrificio di un compagno che lo sostituì all’ultimo momento in un’operazione di cui la Gestapo era già a conoscenza e che si concluderà con la tortura e la fucilazione di molti soldati francesi. Questo avvenimento gli permetterà nel 1944, in una splendida giornata di sole, di partecipare alla liberazione della sua città, Parigi. Dalla fine della guerra prosegue la sua attività di sostenitore delle battaglie politiche portate avanti dalla società civile e decide di iscriversi al Partito Comunista. Dalla parte centrale della società, dal suo corpo ne osserva la trasformazione e la interpreta analizzandone in maniera organica e interdisciplinare il cambiamento. In quegli anni abbraccia tutte le avanguardie che attraversano come un lampo i diversi campi della società: si appassiona alla letteratura e soprattutto al cinema attraverso cui insieme a registi come Godard si occuperà, in un saggio intitolato la Breccia, dei movimenti studenteschi che hanno riempito le piazze e i sogni di una intera generazione. Andre Breton, ideatore del surrealismo, dedicherà a Morin il manifesto di questa avanguardia artistico letteraria, definendolo toujours en flechè, un uomo sempre in freccia.

Edgar Morin ha avuto la forza di accostarsi alle pulsioni identitarie e generazionali che hanno provocato trasformazioni attraverso gli anni e nella società tutta. Con i suoi studi di sociologia e antropologia ha dedicato gran parte della vita a una riforma del pensiero attraverso cui si analizza il mondo che abitiamo. Ha sempre sostenuto che non sappiamo affrontare il continuo processo di mondializzazione e globalizzazione che sta stravolgendo il mondo negli ultimi trent’anni: a suo avviso non saremmo in grado di affrontarne la complessità in quanto la nostra coscienza si è formata all’interno di discipline separate, dentro compartimenti stagni che non comunicano tra loro. Dovremmo pertanto incominciare a riconoscere che la realtà va affrontata in maniera unitaria perché le discipline che la studiano sono collegate come dei vasi comunicanti. L’eredità contemporanea che ci ha lasciato Morin è la necessità di ripartire dalla nostra educazione per trasformare la società e, attraverso la scuola, istruire le future generazioni affinché siano capaci di osservare la realtà con una visione d’insieme e di abbracciare, come ha fatto lui in questo suo primo secolo di vita, tutto ciò che ci circonda con inesauribile curiosità.

I volumi
Nuova edizione “La sfida della complessità” è lo scritto che, forse più di ogni altro, costituisce un’immediata e valida introduzione non solo al pensiero di Edgar Morin, ma alla Complessità in generale.
Edgar Morin
2017, pp. 79
ISBN: 9788893660235
€ 10,00  € 9,50
GaiaMente
2017, pp. 79
ISBN: 9788893660235
€ 10,00  € 9,50