Veruska Cantelli
 08/02/2022

Seguire Diane di Prima per la città di New York è come assistere a un inesauribile rito di passaggio. Dalla danza, al teatro, alla poesia, Diane si consegna a questa città e ce la preserva e restituisce nelle sue pagine. Le strade selciate di Soho e TriBeCa, coperte da asfalto sporadico, ci rivelano strati e giustapposizioni, le strade sono di chi le attraversa, di chi infila i piedi nelle sue buche e si appoggia a un angolo che diventa suo. Forse la loro forza è nello svelarci qualcosa di ancora più profondo e che Diane descrive come ritrovarsi di fronte all’atemporalità. È nei movimenti della gente, nelle buste della spesa che cambiano da Chinatown al mercato di pesce di Fulton, è nella fretta che tratteggia le vie dei negozi sempre accesi ed in moto perpetuo. A New York si respira nell’aria un pensiero, una sorta di incantesimo che invade, quasi si tocca, e ripete: “qualcosa sta per succedere”. Diane lo definisce un “eterno presente”. E se dall’aria la città appicca fuochi interiori, vividi come l’idea stessa di questa città fattucchiera, le sue strade sono da danzare. È così, ci dice Diane, che diventano veramente tue. Danzare come lei stessa ha fatto sulle piattaforme di carico, sui sanpietrini di West Broadway e Lafayette Street, a Washington Square Park con i bongos e le chitarre folk e a Central Park “al ritmo del vento”.

Ogni passo e piroetta marcano la topografia della sua vita. Un vagabondare senza avere piani, dove oscilli tra il sentirti parte di tutto e sentirti esclusa. Dal Greenwich Village andare alla Biblioteca di Midtown, scrivere un po’ lì e poi andare verso l’Upper West Side e incontrarsi per caso al MOMA a vedere proiezioni dei film di von Stroheim e poi ritrovarsi nei giardini del museo a scrivere pensieri sul taccuino oppure sedersi alla caffetteria Longleys per chiacchierare di estetica e politica al ritmo di tazze di caffè gratuito amaro come il veleno, e abbracciando la povertà della bohème “come un’eredità”. Tutto questo danzare, Diane lo chiama swinging, un oscillare, un vagare non determinato, dove ti apri alle scintille inaspettate della città, swinging per Diane era anche ritrovarsi senza un dollaro in tasca e incontrare per caso l’amico che ti deve cinque dollari e che ti stava cercando perché ora ha i soldi e te li può ridare. L’impossibile: linee parallele che s’incrociano. Oppure come ci racconta nelle poesie Lettere Rivoluzionarie, protestare a Tompkins Square Park e poi girare per il Museo di Storia Naturale per ammirare la fauna peruviana. Swinging è traslare per le strade di New York imbevuti di un ritmo senza cadenze in una città che capisce la magia, la fabbrica e ti seduce a seguirla senza soldi insieme ad altri che come te danzano sul palcoscenico del suo eterno presente.

Veruska Cantelli è traduttrice, scrittrice e professoressa associata di studi interdisciplinari a Champlain College in Vermont, ha un Ph.D. in Letterature Comparate alla City University of New York. Per Le Lettere ha curato e tradotto la raccolta di poesie Lettere Rivoluzionarie di Diane di Prima.

I volumi
Lettere rivoluzionarie di Diane di Prima è un dono, un viaggio senza bussola dentro tumultuose ed emozionanti decadi di trasformazione.
Diane Di Prima
2021, pp. 326
ISBN: 9788893662550
€ 22,00  € 20,90
Il Nuovo Melograno, 90
2021, pp. 326
ISBN: 9788893662550
€ 22,00  € 20,90