Redazione Le Lettere
 18/02/2022

Una riflessione su Donna di periferia: un dettaglio (Tempo e Violenza di Eavan Boland, Le Lettere 2010)

È il 1987: seguire Eavan Boland mentre percorre la riva sud del fiume Liffey è un puro esercizio di immaginazione. Passeggiare con lei ci porta a sondare il percorso della poeta, piede destro, piede sinistro, ripetersi infinite volte sino alla foce, sino a ridurre quelle distanze fisiche e sociali che lei è solita colmare; ci aiuta a incrociare il suo sguardo, ad avvicinarci al suo punto di vista, a quel suo modo così severo e al contempo così leggero di guardare alla vita, alla città, al proprio ruolo di donna e poeta. È nostra cura fermare le foglie, i contorni delle colline, i disordini per le strade, apporre un filtro “Dublino” davanti a quei sobborghi scontrosi e a quei verdi prati accecanti, ai riflessi delle case e dei ponti che si accendono e si increspano su quello specchio d’acqua che separa un po’ impropriamente la Dublino posh dalla Dublino popular.

I camini sono stati spazzati.

I giardini tosati per l’inverno.

I cespugli potati, le siepi cimate.

Nell’ultima oscurità si vedono i fari

delle auto che scendono dalle montagne di Dublino.

Le nostre bambine una volta li credevano stelle.

È il 1987, Eavan ha 43 anni e gli occhi di una bambina. Una bambina che cresce nella sua città, dentro ogni sua poesia. Eavan ha 43 anni e gli occhi di una ragazza che è tornata e qui è rinata, ha visto le sue figlie crescere all’ombra dei monti di Wicklow, in un quartiere in espansione e lontane da quei sentimenti anti-irlandesi, dalle ostilità della sua infanzia londinese. Eavan passeggia e annota ogni colore, ogni profumo, dipinge nella sua mente quei paesaggi irlandesi poi evocati in versi, tiene il tempo e rivela lo straordinario di una città che è ad ogni passo un po’ più sua.

Questa non è la stagione

in cui la dea sorse

dal seme, dal grano,

dal disgelo

per andare, sconvolta e smarrita,

a trovare la figlia.

Presto sarà inverno:

pozze grigiastre di pioggia;

distanze rossicce, indistinte;

sfumature invernali, rosate e

un odore sovrastante di erba

quando prendo dentro il latte.

È il 1987 e Dublino è ancora la città in cui Eavan ha presto imparato cosa vuol dire essere una donna e una madre, una moglie irlandese. Una città che offre ritratti di donne tradizionali, minimizzate nella loro esperienza femminile, domestica e quotidiana. Un ritratto in cui lei stessa è inciampata nella sua vita come nella sua letteratura, neanche fosse un enorme sasso, una robusta radice lungo quelle rive.

Nell’avviarmi alla casa di una vicina

in una gonna di jeans,

una camicetta che si fonde

con l’ultima luce,

sono definita

da principio

ma la luce sta calando,

la siepe sta perdendo i contorni,

il sentiero i margini.

Guardami, dice l’albero.

Ero una donna come te una volta,

dall’ampia gonna, umana.

In un paese, l’Irlanda, con un passato grandioso, fatto di lotte e sovvertimenti, gli occhi di quella bambina sono stati quelli di una rivoluzionaria e di una insegnante, di una figlia e di una nonna, sono stati gli occhi di una poeta che ha camminato, a tratti inconsapevole, smarrita ma sempre a testa alta, fuori dal percorso che era stato tracciato per lei. È il 1987 e giunta alla foce - ci piace immaginare - che, guardandosi alle spalle, abbia visto i volti di infinite donne che hanno seguito con noi i suoi passi. Così quella donna di periferia, rivolta verso il mare, si è accorta di aver riassunto presente, passato e futuro in un dettaglio.

D’un tratto non sono certa

da che parte sono venuta

o da che parte ritornerà,

so solo che qualcosa

che potrebbe essere null’altro

che oscurità ha cominciato

a smussare le definizioni

del mio corpo, lasciando

che tutte le paure e i terrori

della carne trasformino le arie

e le forme della quiete autunnale

gridando “ricordati di noi".

Dirà: «Volevo mettere la vita che ho vissuto nelle poesie che ho scritto. E la vita che ho vissuto era una vita da donna. E non potevo accettare la possibilità che la vita della donna non dovesse, o non potesse, essere nominata nella poesia della mia stessa nazione».

I volumi
Poesie scelte
Cinquanta poesie con testo a fronte scelte da due raccolte della poetessa irlandese Eavan Boland "New Collected Poems" e "Domestic Violence". Temi femminili e femministi come il ruolo della donna nella cultura e nella società irlandese.
Eavan Boland
2010, pp. 234
ISBN: 9788860871886
€ 19,50  € 18,53
Il Nuovo Melograno, 73
2010, pp. 234
ISBN: 9788860871886
€ 19,50  € 18,53
Durante i suoi quasi sessant’anni di carriera, l’acclamata poeta Eavan Boland è diventata nota per la sua squisita capacità di intrecciare mito, storia e vita quotidiana di una donna comune, in una poesia affascinante.
Eavan Boland
2022, pp. 124
ISBN: 9788893662642
€ 18,00  € 17,10
Il Nuovo Melograno, XCI
2022, pp. 124
ISBN: 9788893662642
€ 18,00  € 17,10