Benedetto Gentile
 01/04/2022

Mentre scrivo, sono di nuovo a Parigi in una casa amica, a Garches, nei paraggi di Saint Cloud. E in questo momento, mentre scrivo, mi sorprendo a riguardare fuori dalla finestra dello studio del mio ospite e amico. Di qui, la vista incornicia una linea di alberi più alti sulla collina lontana, qualche tetto tra di cui uno, proprio di fronte alla mia finestra, copre una casa grigia e chiara dietro il muro di chiusura del prato, sul cui verde spuntano piccole macchie d’arbusti o vari alberi da frutta che la stagione invernale ha reso melanconicamente spogli. È una casa, questa dove sto, alta e stretta, disposta intorno ad una scala di legno che sale dal terreno sino al secondo piano. È piena di libri caldo e invitano a viaggi nei mondi più diversi. Ancora in questi giorni mi sono giunte notizie quassù di mio fratello Federico. È stato male mentre era a Forte dei Marmi in agosto e per qualche giorno ci ha dato serie preoccupazioni. Prima di lasciare l’Italia l’ho veduto varie volte tra il settembre e l’ottobre a Firenze e ogni volta gli sono rimasto vicino a casa sua per diversi giorni. Fortunatamente, con un paio di mesi di riposo e cure diverse sono andate scomparendo le conseguenze dell’ischemia che l’aveva colpito al Forte. Ha già ripreso a leggere, scrivere, discutere, a fare insomma il suo mestiere d’editore. Di lui ammiro la vitalità che reagisce ai suoi malanni con una voglia di venirne fuori, con un’impazienza che appare sorella dell’irruenza tipica del suo temperamento. Siamo vissuti tanto a lungo insieme, anche a non tener di conto gli anni trascorsi, l’uno e l’altro nella casa paterna, che dovrei considerarmi persona indicata a parlare di lui e a fare un primo bilancio della sua vita: che Dio gli dia ancora lunga vita perché ha voglia di fare quanto ne basta per riempire un altro decennio almeno, fantasia irrequieta e desiderio tutt’ora vivo di misurarsi con cose e persone. A differenza di quanto è successo a noi, a Federico e sua moglie è sortita la ventura di avere costantemente tutti i figli intorno: non solo a Firenze, ma anche sotto i loro occhi, impegnati a lavorare con il padre, a dividerne le giornate. Lasciata anni fa Via Gino Capponi, padre e madre sono andati a vivere in una casa all’incrocio tra la Costa San Giorgio e Costa Scarpuccia. L’appartamento ha accanto, sullo stesso piano, una piccola casa editrice “Le Lettere”, a cui ho dato un solo contributo, suggerendone il nome, che mi sembrò meglio riprendere la tradizione della Sansoni. Federico mi è sempre sembrato avere la stoffa del vero editore. Formato da studi severi, ha sempre portato nella sua attività l’interesse ed il gusto dell’uomo di cultura, insieme ad uno spirito agile e aperto, molto coraggio nel tentare nuove vie o mettere mano a programmi di vasto respiro e impegno.

Tratto da Ricordi e Affetti di Benedetto Gentile, Le Lettere (Ristampa, 2022)

I volumi
Benedetto Gentile

Ricordi e affetti

Un ritratto personale, con un lessico familiare, di una famiglia italiana che ha segnato il secolo scorso. Ristampa, 2022
Benedetto Gentile
2009, pp. 174
ISBN: 9788860879639
€ 16,00  € 15,20
La Nuova Meridiana, 3
2009, pp. 174
ISBN: 9788860879639
€ 16,00  € 15,20