Gli egoisti

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«Le cose più dolci e più buone della sua giovinezza gli stavano per ore ed ore fisse in mente; visibili come allucinazioni. Secchi di latte che gli pareva di bevere: un latte denso, con una panna quasi gialla; oppure tavolate di pane caldo e crocchiolante, levato allora dal forno».

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Description

Nel corpus narrativo di Federigo Tozzi un romanzo come Gli egoisti rivendica una posizione singolarmente originale. Affidandosi di nuovo alla scrittura e proiettandosi in un personaggio protagonista come il musicista Dario Gavinai, Tozzi aggiorna un proprio impegno allegorico, rappresentativo e decifrante, messo al servizio delle esigenze di quel “romanzo interrogativo” così ben delineato, nelle sue mappe storiografiche di afferenza italiana ed europea, da Giacomo Debenedetti.

Redigendo Gli egoisti Tozzi scrive in effetti un ulteriore capitolo del suo ideale, unico, grande romanzo a sfondo autobiografico: la propria «vita scritta». L’elemento desunto dall’esistenza, letterariamente dislocato e rivissuto, investe in primo luogo, come di consueto, un inetto in balia delle sue velleitarie e insoddisfatte attitudini artistico-creative e dei suoi ambigui sentimenti. In un’ambientazione delle vicende non più senese ma romana, anche l’intero cast delle presenze convocate dalla trama rimanda puntualmente alla vita dello scrittore: da Albertina Marelli al Carraresi, dal Papi al Giachi. L’accertabile derivazione autobiografica non impedisce tuttavia a Tozzi di trascenderla e sublimarla in arte, facendo del racconto di una contrastata storia d’amore – una storia d’amore inaspettatamente a lieto fine e proiettata sugli espressionistici scenari di una Roma di primo Novecento – una rigorosa indagine delle profondità della psiche.

Dettagli libro

Anno

2020

Anno Pubblicazione

Autori

Categoria

Collana

Curatore

Marchi, M.

ISBN

9788893661331

Numero della collana

37

Pagine

106

Autore

Tozzi, F.

Editore

Le Lettere

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