Soft power e l’arte della diplomazia culturale

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Definita come “lo scambio di idee, informazioni, arte e altre manifestazioni culturali tra nazioni e popoli, ai fini di accrescerne la comprensione reciproca”, la diplomazia culturale è da sempre presente e operante in ogni contesto di relazioni internazionali: dall’invio di esploratori e viaggiatori nelle vesti di “ambasciatori informali” all’avvio di rotte commerciali transnazionali, dai programmi di scambio culturale ai viaggi delle delegazioni internazionali, dall’organizzazione di eventi culturali all’estero alla partecipazione a gare sportive internazionali.

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Definita come “lo scambio di idee, informazioni, arte e altre manifestazioni culturali tra nazioni e popoli, ai fini di accrescerne la comprensione reciproca”, la diplomazia culturale è da sempre presente e operante in ogni contesto di relazioni internazionali: dall’invio di esploratori e viaggiatori nelle vesti di “ambasciatori informali” all’avvio di rotte commerciali transnazionali, dai programmi di scambio culturale ai viaggi delle delegazioni internazionali, dall’organizzazione di eventi culturali all’estero alla partecipazione a gare sportive internazionali.

Inoltre, l’essenza stessa della diplomazia culturale è connessa a un concetto ancora più ampio, quello di soft power, che, in opposizione all’hard power, derivante dalla forza militare, demografica ed economica di una nazione, è definito come “l’abilità di far sì che gli altri modifichino il proprio comportamento nella direzione da noi voluta, come risultato della nostra capacità di attrazione”. Il soft power, ricorrendo a strumenti diversi, quali la cultura, i valori morali e le idee, rappresenta il potere dell’attrazione e dell’influenza, riassumendo una stima qualitativa del grado in cui i valori o la cultura percepiti da una nazione ispirano affinità o attenzione sugli altri.

Partendo da questi due concetti fondamentali, il tentativo di questo libro, che si presenta come un breve saggio tematico, è quello di tracciare il percorso evolutivo della diplomazia culturale in relazione all’esercizio del soft power, prima ripercorrendone le principali fasi di sviluppo cronologico, e poi esaminando come diversi stati e regioni del mondo abbiano, ciascuno a suo modo, impiegato la diplomazia culturale ed esercitato il soft power per raggiungere specifici obiettivi politici a livello internazionale.

In relazione alla recentissima emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus a livello globale, l’elaborato si conclude con una riflessione sul modo in cui il diverso “carattere culturale” di ciascun paese abbia portato a una serie di soluzioni e scelte strategiche tra loro molto diverse, sia a livello di gestione dell’emergenza che di comunicazione politica e mediatica.

La capacità di destreggiarsi con l’arte della diplomazia culturale non è mai stata così importante come adesso, in un momento storico caratterizzato dall’esistenza di un sistema globale basato su regole in perenne evoluzione e non circoscritte, dove gli scambi e il dialogo internazionale trascendono letteralmente i confini geografici e si sviluppando attraverso canali sempre nuovi e alternativi.

Infine, tra le nuove sfide emergenti, quella più interessante sembra essere l’ingresso di nuovi attori “diplomatici” sulla scena internazionale, ovvero di soggetti non pubblici che attraverso progetti o iniziative speciali si affermano come interlocutori principali in un contesto di relazioni internazionali.

 

 

Recensioni

La cultura, strumento di soft power e diplomazia globale, «Il Sole 24 Ore», 30 gennaio 2021.

Arte e diplomazia: una questione di soft power, Exibart 8 febbraio 2021

Dettagli libro

Anno

2021

Autori

Categoria

Collana

ISBN

9788893661966

Numero della collana

167

Pagine

150

Autore

Castellini Curiel, G.

Editore

Le Lettere

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