Città e santi patroni nell’Italia medievale

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Il segno costituito dal santo patrono e dal suo culto determina un vasto campo semantico in cui cogliere, a livello culturale, quei processi e quei percorsi di elaborazione di una autocoscienza civile che la storiografia ha indagato tradizionalmente…

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Il segno costituito dal santo patrono e dal suo culto determina un vasto campo semantico in cui cogliere, a livello culturale, quei processi e quei percorsi di elaborazione di una autocoscienza civile che la storiografia ha indagato tradizionalmente negli aspetti politico-istituzionali o socioeconomici. Depositario del senso di appartenenza di una comunità che in lui si riconosce e si identifica, il santo ne diviene simbolo coerente e significante, e in quanto tale la sua rappresentazione, così come la sua fruizione, si aggiornano nel tempo, adeguandone i significati al mutare delle condizioni storiche e culturali.È in questa suggestiva prospettiva che Hans Conrad Peyer legge la storia della consapevolezza istituzionale e politica del mondo comunale italiano prendendo a campione i casi di Venezia, Milano, Firenze e Siena. Partendo dall’assunto che sia «quasi impossibile immaginare la città italiana basso-medievale senza la venerazione del suo santo protettore», egli percorre, dagli esordi al tramonto della civiltà comunale, le tappe della identificazione tra la città e il ‘suo’ santo, cogliendo in esso l’«antenato sacrale», del moderno concetto giuridico di ‘stato’.

Dettagli libro

Peso 0.3 g
Numero della collana

35

ISBN

8871663985

Autori

Categoria

Collana

Anno Pubblicazione

Pagine

120

Autore

Peyer, H.C.

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