Sinossi

Partendo dalla convinzione che le ricerche diacroniche di incidenza richiedano ormai strumenti di analisi e modalità percettive sensibili – oltre che alle occorrenze linguistiche – alla frattura introdotta dal moderno sul piano della fenomenologia, Anna Dolfi si interroga sulla natura e sui modi in cui si declina la modernità di Leopardi nel secolo che gli succede. La sua lettura unisce a un tracciato per campioni del leopardismo novecentesco lo studio sub specie leopardiana di alcuni autori e momenti esemplari (Ungaretti, Solmi, Montale, l’ermetismo, Zanzotto, l’ultima poesia…), attenda a mettere in luce la durata e variabilità di un dettato, quale quello leopardiano, destinato a intrecciarsi e a rivelare in ogni autore le teorie critiche e le scelte di personale poetica. La nuova sfida dell’intertestualità suggerita dalla trama suggestiva e complessa di questo libro, portando – oltre l’imitazione, l’allusione, il prelievo, lo stravolgimento – alla rilevazione di quanto è occultato nella scrittura (in una sorta di inconsapevole mise en abîme: il caso esemplare del Capitano di Ungaretti e del Sogno del prigioniero di Montale), fa insomma dello studio della memoria letteraria non solo un momento di storia della ricezione ma una modalità forte di ermeneutica del testo.

Autore

Anna Dolfi insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea a Firenze, alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Tra le sue predilezioni critiche Leopardi e la poesia e narrativa da fine Ottocento alla terza generazione novecentesca. Studiosa di malinconia (lungo questa linea il suo commento a Medusa di Arturo Graf e libri come Giorgio Bassani. Una scrittura della malinconia, 2003; Antonio Tabucchi, la specularità il rimorso, 2006), ha progettato e curato una serie di volumi di taglio comparatistico dedicati alle «Forme della soggettività» sulle tematiche del journal intime, della scrittura epistolare, della malinconia e malattia malinconica, di nevrosi e follia, di alterità e doppio nelle letterature moderne. Su Leopardi ha pubblicato un libro impegnato a discutere, alla luce della filosofia settecentesca e moderna, il nesso pensiero/poesia, negazione/utopia (Leopardi tra negazione e utopia. Indagini e ricerche sui «Canti», 1973) e un’articolata indagine sulle modalità di funzionamento dello Zibaldone (Ragione e passione. Fondamenti e forme del pensare leopardiano, 2000).