A. Donno

Barry Goldwater

Valori americani e lotta al comunismo

Collana: Biblioteca di Nuova Storia Contemporanea, 28
2008, 128 pp.
Temi: Storia
ISBN: 9788860871084

Edizione cartacea

  • Brossura € 18,00  € 17,10

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Sinossi

Le elezioni presidenziali americane del 1964, che seguirono l’assassinio di John F. Kennedy, videro l’emergere di una figura atipica nel panorama politico americano, il senatore dell’Arizona Barry M. Goldwater, che sfidò, perdendo, l’erede di Kennedy e della politica newdealista, Lyndon B. Johnson. Nonostante la secca sconfitta, Goldwater ebbe il merito di aver operato una vera rivoluzione nel Grand Old Party, il Partito Repubblicano. Facendosi interprete dei sentimenti e delle istanze della “seconda America”, l’America del Midwest, ma soprattutto dell’Ovest e del Sud-Ovest, Goldwater impresse al Partito Repubblicano un segno conservatore che restò sottotraccia per più di un quindicennio, per poi emergere prepotentemente con il trionfo di Ronald Reagan nel 1980. In sostanza, il successo di Reagan non può essere spiegato se non alla luce delle intuizioni e del programma politico messo in campo nel 1964 da Goldwater e da lui esplicitato in The Conscience of a Conservative del 1960 (un successo editoriale senza precedenti) e in Why Not Victory? del 1962, opere in cui il senatore dell’Arizona mise a punto in modo chiaro e diretto i principi del suo conservatorismo: l’antistatalismo, il recupero dei principi del liberalismo americano delle origini, il decentramento dei poteri, i diritti degli Stati, l’individualismo; e, in politica estera, la lotta senza compromessi nei confronti del comunismo.

Autore

Antonio Donno è professore ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali nel Corso di Laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell’Università del Salento e docente della stessa disciplina nella laurea magistrale della Facoltà di Scienze Politiche della Luiss “G. Carli” di Roma. Americanista di formazione, ha pubblicato molti volumi e articoli sulla politica degli Stati Uniti nel Medio Oriente e sulle relazioni israelo-americane. Il suo ultimo volume è In nome della libertà. Conservatorismo americano e guerra fredda (Firenze, Le Lettere, 2004).