Sinossi

Questo libro vuole essere una guida alle versioni cinematografiche dei testi di Shakespeare. I suoi personaggi e i suoi lavori drammatici sono conosciuti in tutto il mondo, grazie anche alla settima arte: fin dal periodo muto gli adattamenti sono stati fedeli o infedeli, diretti o indiretti. Non solo Amleto, ma altre figure del Bardo continuano ad affascinarci, perché l’autore ha saputo legare ciascuna di esse a una qualità particolare, un’essenza psicologica e un “colore” umano che non mutano nel tempo, rendendole quindi classiche, indelebili. Il cinema, arte della sintesi, se n’è appropriato spesso e volentieri. Il libro parla dei maestri – da Olivier, Welles, Kurosawa e Kozincev a Branagh, Zeffirelli, Nunn, Luhrmann e Taymor – offrendo un panorama dei film più convincenti o memorabili. Le parafrasi o i “tradimenti”, insieme alle letture tradizionali, formano un insuperato repertorio di soluzioni narrative e visive che, illustrando luci e ombre del teatro e del cinema, riescono a comporre la scissione fra palcoscenico e schermo.

Autore

Stefano Socci è titolare della cattedra di Storia dello spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Brera; insegna Regia e Storia del cinema e del video all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ha tenuto corsi e conferenze per atenei statunitensi. Critico cinematografico e saggista, collabora a periodici specializzati. Tra gli altri ha pubblicato: Hans Jürgen Syberberg, Fritz Lang, Bernardo Bertolucci, Miti ed eroi nel cinema, Il cinema e la Bibbia, L’ombra scura della religione (cinema e monoteismi).