Sinossi
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«l’amor che move il sole e l’altre stelle» Ultimo verso del canto XXXIII del Paradiso

Lorenzo di Pier Francesco de’ Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico e a sua volta mecenate illuminato, commissiona a Sandro Botticelli di illustrare La Divina Commedia di Dante Alighieri alla fine del 1400. L’artista fiorentino, affascinato dalla bellezza misteriosa del poema di Dante, consacra vari anni della sua vita a quest’opera monumentale. I disegni sono incisioni su pergamena, ripassate a inchiostro e in parte colorate, e confermano il lungo percorso durante il quale Botticelli è riuscito a far propri i canti dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso. Così uno dei più grandi artisti del Rinascimento italiano mette il suo genio al servizio del capolavoro dell’umanesimo cristiano. Scritta tra il 1307 e il 1321, la Commedia rappresenta l’umanità in cerca della felicità sulla terra e della salvezza nell’altro mondo.

Le illustrazioni sono oggi conservate presso il Gabinetto di Disegni e Stampe di Berlino (codex Hamil ton 201 Cim. 33) e presso la Biblioteca Apostolica Vaticana (Codex Reginensis Lati nus 1896). La presente edizione contiene la totalità delle novantadue illustrazioni ritrovate. Novanta di questi disegni illustrano novanta dei cento canti della Divina Commedia; una miniatura finita apre la serie dell’Inferno rappresentando il cratere dell’Inferno ed una raffigurazione di Luci fero segue il canto XXXIV dell’Inferno ed è rea liz zata su un dop pio foglio di per ga mena. Otto illustrazioni di Botticelli sono perdute, quelle corrispondenti ai canti II, III, IV, V, VI, VII, XI, XIV dell’Inferno e due non sono mai state rea lizzate, quelle dei canti XXXI e XXXIII del Paradiso. L’opera di Botticelli ( for mato 47 X 32 cm) è ripro dotta fedel mente e nei colori originali. Le illustrazioni sono presentate sia su pagine doppie, sia in trittico, in modo da non tagliare né separare disegni.

Autore

Dante Alighieri (Firenze, 1265 – Ravenna, 13 settembre 1321) è stato un poeta, scrittore e politico italiano. È considerato il primo e più grande poeta della lingua italiana e per questo definito "il sommo poeta", o "il vate" (ovvero "il profeta", anche se questo soprannome viene più spesso affibbiato al poeta Gabriele d'Annunzio). Per aver tenuto a battesimo l'utilizzo letterario della lingua volgare viene anche considerato "il padre della lingua italiana". La sua opera principale, la Divina Commedia, è il maggior poema della letteratura italiana ed è considerata uno dei capolavori della letteratura universale.Ebbe una vita per molti versi travagliata e morì in esilio.Il suo nome era, secondo la testimonianza di Jacopo Alighieri, un ipocorismo di "Durante": «Durante, olim vocatus Dante». Nei documenti, al nome di Dante può seguire il patronimico "Alagherii" o il gentilizio "de Alagheriis", mentre la variante "Alighieri" si afferma solo con l'avvento di Boccaccio.