Sinossi

Saggio introduttivo di Veronica OraziTraduzione di Francesca BrunettiLa produzione teatrale di Antonio Buero Vallejo (1916-2000), sviluppata nella seconda metà del XX secolo, ha riscosso enorme successo di pubblico e di critica e ha rinnovato la scena spagnola. La portata di questo rinnovamento è evidente fin dagli esordi del drammaturgo, appunto con Historia de una escalera (1949), la cui prima segna una svolta nella drammaturgia ispanica, appiattita dalla fine della Guerra Civile (1939) su un teatro leggero, tecnicamente povero e privo di pretese artistiche, salvo rari esempi di commedia umoristica. Historia de una escalera dunque dà l’avvio alla rinascita del teatro spagnolo, influendo sull’attività dei drammaturghi dell’epoca e sulle generazioni successive. Il dramma, più volte pubblicato in lingua originale e abbondantemente studiato come uno dei monumenti della letteratura spagnola contemporanea, è tradott o per la prima volta in italiano.

Autore

Antonio Buero Vallejo (1916-2000) si avvicina all’arte, alla letteratura e al teatro sin da giovanissimo. Nel 1936, allo scoppio della Guerra Civile spagnola, i suoi genitori gli proibiscono di arruolarsi come volontario e, non potendo fare altro, abbandona comunque gli studi per aiutare i repubblicani che si opponevano a Franco. Avendo lavorato per il Partito Comunista, nel 1939 viene arrestato e condannato a morte con l’accusa di “adesione alla ribellione”. Qualche mese dopo viene graziato e nel 1946 esce di prigione. Ritrovata la sua libertà, Vallejo si stabilisce in Spagna e torna a coltivare la sua antica vocazione pittorica, che passerà, però, in secondo piano nel 1949, anno in cui vince il “Premio Lope de Vega” per la sua opera teatrale Historia de una escalera. Le sue opere confermarono il suo talento, lo resero famoso e, nel 1971, gli fecero guadagnare l’ingresso alla “Real Academia Española”. Qualche anno prima della sua morte, avvenuta a Madrid nel 2000, gli venne assegnato il “Premio Nacional de las Letras” per la raccolta delle sua opere.