Sinossi

Il fascismo ottenne dagli intellettuali italiani un vasto consenso. Molti scrittori, giornalisti e artisti italiani parteciparono con diversi orientamenti estetici alla vita culturale del paese. Gli intellettuali di Mussolini analizza la questione del consenso indagando il rapporto finanziario che intercorse tra regime e cultura attraverso nuove e inedite fonti. Nei fondi archivistici del Ministero della Cultura Popolare è capillarmente documentata l’intensa pratica di sovvenzioni personali costruita in un decennio dal regime di Mussolini. Con “sovvenzioni saltuarie” e “sovvenzioni fisse” furono finanziati intellettuali come Sibilla Aleramo, Sem Benelli, Alessandro Blasetti, Vitaliano Brancati, Vincenzo Cardarelli, Alfredo Casella, Raffaello Franchi, Ugo Indrio, Alfonso Gatto, Gianna Manzini, Filippo Tommaso Marinetti, Pietro Mascagni, Ada Negri, Vasco Pratolini, Sandro Penna, Stefano Pirandello, Salvatore Quasimodo, Rosso di San Secondo, Giuseppe Ungaretti, Ruggero Zangrandi.

Autore

Giovanni Sedita (1978) è stato borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici e della Fondazione Luigi Salvatorelli. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università “L’Orientale” di Napoli. È professore a contratto di Storia del sindacalismo e del movimento operaio presso l’Università di Camerino. Si interessa dei rapporti tra intellettuali e istituzioni fasciste. Ha pubblicato saggi sul «Journal of Modern Italian Studies», su «Strumenti Critici», «Nuova Storia Contemporanea», «Nuova Rivista Storica». È autore della monografia La “Giovane Italia” di Lelio Basso (Aracne 2006).