Augusto Boggiano

In punta di matita

Collana: Nuvole, 2
2009, 110, con illustrazioni b/n pp.
Temi: Arte e Architettura
ISBN: 9788860872630

Edizione cartacea

  • Brossura € 10,00  € 9,50

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Sinossi

A cura di Francesca Boggiano e Riccardo Monni. Con un ringraziamento particolare a Patrizia Zagnoli. Si chiamano scrapbooks e stanno tornando di moda. Sono i piccoli album, tascabili e non che, soprattutto nell’Ottocento, hanno accompagnato i grandi viaggiatori nelle loro peregrinazioni intorno al mondo. Charles Darwin sui suoi famosi taccuini rossi espose le radici della teoria sull’origine e l’evoluzione della specie corredandole di precisi e affascinanti disegni. Ma già nel Settecento aristocratici, scrittori e artisti protagonisti del Gran Tour percorrevano le contrade italiane armati di libretti d’appunti ai quali, via via, affidavano le loro impressioni, accompagnate da schizzi più o meno fedeli di quanto ammiravano. In assenza di macchine fotografiche, l’anima di un paesaggio, i dettagli più nascosti di un monumento erano memorizzati e commentati grazie a un lapis o a una sanguigna. In epoche più recenti anche Bruce Chatwin o Mario Soldati hanno coltivato questa passione conservando, nascoste in una pagina, visioni ed emozioni. Ed è in questa tradizione che si inserisce Augusto Boggiano - In punta di matita, secondo libro della collana Le Nuvole. Boggiano era un architetto urbanista difensore del paesaggio che ha molto viaggiato e fin dall’inizio del proprio insegnamento all’Università di Firenze ha utilizzato il disegno come linguaggio. Disegnava dappertutto e su qualsiasi superficie: fazzoletti di carta, tovaglie e tovaglioli, bustine di fiammiferi, biglietti di un museo o della metropolitana. Disegnava rapporti di armonia tra volumi costruiti dall’uomo o dalla natura e, all’interno, inventava ironiche ministorie su stesso, sui compagni di viaggio, sulle sue amatissime donne, su episodi estemporanei. Sintetico ed efficace nel rilevare gli elementi salienti di un contesto urbano come marino, era sempre leggero nel tratto. Da buon ligure (ci teneva a dirlo) non sovrabbondava mai. Il suo stile nella vita poteva racchiudersi in un’idea: l’eleganza ha un basso profilo.Augusto Boggiano è morto nell’agosto del 2007 lasciando un vero patrimonio di schizzi, eredità di innumerevoli viaggi all’inseguimento delle sue due grandi passioni: l’architettura e la vela. Una parte della preziosa iconografia è riportata in questo libro in forma di piccolo album. Accompagnano i disegni affettuose testimonianze di colleghi di lavoro e amici con cui divise tante animate discussioni e conviviali serate.

Autore

Augusto Boggiano († 2007), era docente alla facoltà di Architettura di Firenze, allievo di Edoardo Detti, era urbanista di chiara fama. Vasta la  sua carriera di studioso del paesaggio e di pianificazione urbana.Era membro del Consiglio Direttivo della Sezione Fiorentina di Italia Nostra, ed è stato relatore a vari convegni organizzati dall'associazione sulla L.R.1/2005, dal dicembre 2004 in poi.Ha svolto il ruolo di Consulente per il Paesaggio per l'Assessore regionale Mariella Zoppi, nel precedente mandato amministrativo regionale.Memorabile il volume che ha curato su incarico del Comune 'Passeggiare Firenze' studio di fattibilità di un sistema di percorsi pedonali all'interno delle aree extraurbane, un'opera che resterà a testimonianza del suo grande amore per il paesaggio dei colli fiorentini.Diversi sono stati i piani strutturali ai quali ha lavorato, facendo parte anche della commissione edilizia del Comune di Lucca negli anni '70 dove, in collaborazione con altri professionisti, ha elaborato i piani di recupero delle ex Caseme Lorenzini e Garibaldi su incarico della prima Amministrazione Fazzi, mentre su incarico dell'amministrazione Micheloni, guidò la stesura del primo Piano Strutturale di Capannori.Ad Augusto Boggiano si deve anche il sostanziale contributo per il salvataggio del parco della Versiliana dalla lottizzazione prevista. Nel mese di giugno 2004 ha partecipato, nella veste di consulente regionale, al convegno organizzato da Italia Nostra Lucca "La Corte Rurale Lucchese" con un importante intervento sulle caratteristiche del paesaggio agrario locale.