Paola Frandini

Il poeta il cane e la gallina

"Scorciatoie e raccontini" di Umberto Saba tra umorismo ebraico e Shoah

Collana: La Nuova Meridiana, 70
2011, 168 pp.
Temi: Letteratura - studi e testi
ISBN: 9788860873712

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  • Brossura € 18,00

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Sinossi

Si tratta in assoluto della prima pubblicazione monografica su Scorciatoie, brevi aforismi che Umberto Saba ha composto nel 1945 a Roma. L’opera è unanimemente riconosciuta come la più felice e singolare tra le prose sabiane.Il libro, fa centro sull’analisi testuale dei brani, interpretati secondo i modi del pensiero ebraico a cui Saba, volontariamente o meno, era legato per vincoli familiari. In particolare risaltano due elementi: l’uso e la ripetizione di parole, la scelta di ritmo e scansione delle frasi in forte sintonia con la prosodia e la cantillazione ebraiche. Il secondo elemento è l’umorismo, spesso e volentieri umorismo al nero, che l’autrice dimostra legato alle analisi del comportamento di Sigmund Freud e alle battute dell’umorismo yiddish, nonché alle espressioni spesso appositamente divaganti dell’insegnamento rabbinico.Dato che Scorciatoie è la prima opera scritta e pubblicata da Saba dopo la liberazione, la tragedia del popolo ebraico, di cui non si conoscevano ancora le proporzioni, fa da cemento etico (ecco la citazione della Shoah in sottotitolo), e dà ragione a considerare Scorciatoie come un libro anche storico: dalla guerra alla speranza di rinnovamento.

Autore

Paola Frandini è nata e vive a Roma. Laureata in Storia dell’Arte con G.C.Argan ha lavorato alla Galleria Naz. d’Arte Moderna e scritto saggi sulla pittura dell’Otto-Novecento e un Caravaggio e la Maddalena Doria attualmente ampliato e in ristampa. Si è dedicata poi a studi letterari, pubblicando L’Anfiteatro della crudeltà, Roma nella narrativa straniera dell’Ottocento. Interessata più specificatamente ai problemi della cultura ebraica ha scritto Giorgio Bassani e il fantasma di Ferrara; Il Teatro della Memoria. Giacomo Debenedetti dalle opere e i documenti; Ebreo, tu non esisti! Le vittime delle Leggi razziali scrivono a Mussolini.