Sinossi

Questo libro è una ricostruzione del serrato itinerario poetico di Roberto Mussapi, nel decennio 1990 – 2000. Come ricorda il titolo, le quattro opere qui esaminate ruotano, in un modo o nell’altro, intorno al simbolo del “fiume sacro”, nelle diverse valenze per cui è di volta in volta fiume infero, che separa e raccoglie il mondo dei morti, e fiume-oceano, che a contemplarlo dai moli si presenta nell’irresistibile richiamo del suo orizzonte sconfinato. Così è segnato il movimento centrale della poesia di Mussapi: un’avventura di discesa e di scoperta, in fondo alla quale giace il mistero della persona. Misteriosa perché sorgente continua di novità e, insieme, oggetto su cui l’io esercita tutte le sue capacità di rimozione, nel tentativo di scongiurare un confronto da cui scaturiscono responsabilità troppo alte.

Autore

Ettore Canepa, nato nel 1950, vive e lavora a Cuneo. Studioso del Romanticismo anglo-americano, ha pubblicato la raccolta di saggi Per l’alto mare aperto. Viaggo marino e avventura metafisica da Coleridge a Carlyle da Melville a Fenoglio (1991) e l‘introduzione alla Ballata del Vecchio Marinaio di S.T. Coleridge, tradotta da Alessandro Ceni (1994; ottava edizione 2010). Suo primo contributo allo studio di Roberto Mussapi è un saggio sulla raccolta Luce frontale (in «I Quaderni del Battello Ebbro», n. 9-10-11, 1992).