Sinossi

Fra il 2007 e la scorsa primavera, a più riprese Franco Cordelli s’è trovato a scrivere di Guido Piovene. «Lo rileggo per caso; ma anche, sospetto, per una qualche bellicosa necessità». Sospetto, bellicosità, necessità: sono i caratteri del corpo a corpo dello scrittore di oggi col suo predecessore, rimosso ma proprio per questo inaggirabile. «Uno degli eroi intellettuali del XX secolo», lo definisce con buona dose di provocazione: essendo dovuto, l’oblio di Piovene, proprio alla sua fama di scarso eroismo. Si susseguono così confronti esistenziali, prima che letterari, con capolavori come Lettere di una novizia, Le Furie, Le stelle fredde e Verità e menzogna. E si intercala un saggio disperso dello stesso Piovene, Contro Roma, consuntivo corpo a corpo con se stesso. Che rivela come questo libro sia a sua volta un’autobiografia intellettuale. «Tenacemente indiretta»: al modo appunto in cui i personaggi di Piovene «si appalesano e significano se stessi». L’ammiratore di Cordelli e delle sue ultime straordinarie inchieste in forma di romanzo sull’Italia contemporanea – Un inchino a terra, Il duca di Mantova e La marea umana – speculerà infinite agnizioni di lettura. Più in generale, chi ama la letteratura avrà nuovi motivi per sospettare: di essa, e del proprio amore.

Autore

Franco Cordelli (Roma, 1943) è critico teatrale del «Corriere della Sera». Tra i suoi libri le poesie: Fuoco celeste (1975); e i romanzi: Le forze in campo (1979), I puri spiriti (1982), Pinkerton (1986), Guerre lontane (1990), Un inchino a terra (1999), Il Duca di Mantova (2004) e Procida (2006). Per Le Lettere ha pubblicato: nel 2002, Lontano dal romanzo (a cura di Massimo Raffaeli) e La religione del romanzo (a cura di Enzo Di Mauro) ed è uscita nel 2003, la raccolta di materiali critici e biografici Il Cordelli immaginario.