Sinossi

Tra i molti personaggi della Commedia ce n’è uno in più: è il Dante onirico che – nelle tre notti che scandiscono la scalata del monte del Purgatorio – si imbatte in aquile rapitrici, donne nauseabonde, mendaci sirene, e antiche figure bibliche. Un immaginario visivo in cui si sedimentano concezioni della Patristica e della Scolastica, cultura classica e tradizioni popolari, teorie mediche d’avanguardia e ancestrali timori della notte. Il Dante notturno – tra pulsioni all’ascesa e residui corporei, tra amore e desiderio di conoscenza – è la proiezione di un viator impegnato in un percorso che dal «fondo a tutto l’universo» lo porterà all’ingresso nei cieli paradisiaci: i tre sogni, nell’ambiguità che è loro connaturata, si presentano come momenti di un percorso di purificazione interiore e di perfezionamento della visione. In una drammaturgia tutta interiore, la dimensione autobiografica si intreccia ad alcuni grandi racconti mitici e biblici (Ganimede, Ulisse, Giacobbe, Adamo) inscenati sul palcoscenico del sogno.

Autore

Guglielmo Barucci (1973) è ricercatore di Letteratura italiana presso il Dipartimento di Studi letterari, filologici e linguistici dell’Università degli Studi di Milano. Ha dedicato diversi studi alla Commedia e a Dante lirico. Si è occupato inoltre di letteratura del Rinascimento, in particolare storiografia (con una monografia su Guicciardini), lirica, ed epistolografia (con il volume Le solite scuse. Un genere epistolare del Cinquecento). Ha curato l’edizione de Le vulgari elegantie e Le tre fontane di Niccolò Liburnio.