Sinossi

Iniziata nel 1843 e rappresentata nel 1845, Tannhäuser è l’opera wagneriana di fattura più tormentata, come testimoniato dagli ampi rimaneggiamenti apportati per la contrastata messinscena parigina del 1861, base della successiva edizione definitiva dello spartito (1865-67). Frutto della geniale fusione di tre fonti narrative – la vicenda del Minnesinger e cavaliere Tannhäuser tramandata anche da un celebre Lied cinquecentesco, la Tenzone poetica della Wartburg che avrebbe avuto luogo agli inizi del secolo XIII tra i più celebri cantori del tempo e, in misura minore, la leggenda cristiana di Santa Elisabetta – il dramma è ancora una volta, come già il precedente Olandese volante, una storia di redenzione attraverso la morte, e insieme la rappresentazione del conflitto tra natura e spirito, tra corpo e anima. Irreparabilmente conteso tra la seduzione carnale di Venere e il richiamo dell’amore spirituale di Elisabetta, il protagonista viene salvato in extremis dalla dannazione eterna solo dal sacrificio di quest’ultima. In filigrana, appaiono le reminiscenze del mito di Faust, e non a caso qui Wagner paga (per l’ultima volta) il suo debito con lo spirito goethiano anche sul piano della forma poetica, nell’armoniosa fluidità della costruzione e nella trasparenza e magnificenza olimpica dei versi.Divenuta ormai un classico al pari delle altre sue versioni wagneriane, la traduzione approntata da Guido Manacorda negli anni Venti rappresenta un piccolo capolavoro di rigore interpretativo e di resa poetica. L’ampio corredo di note al testo, integrato da concisi ma puntuali riferimenti alla tessitura musicale, rende conto anche delle corpose varianti introdotte dall’autore nell’arco di un ventennio.

Autore

Wilhelm Richard Wagner (Lipsia, 22 maggio 1813 – Venezia, 13 febbraio 1883) è stato un compositore, librettista, direttore d'orchestra e saggista tedesco. Citato a volte nei testi in lingua italiana come Riccardo Wagner, è riconosciuto come uno dei più importanti musicisti di ogni epoca, nonché del romanticismo. Wagner è principalmente noto per la riforma del teatro musicale. Diversamente dalla maggioranza degli altri compositori di opera lirica, Wagner scrisse sempre da sé il libretto e la sceneggiatura per i suoi lavori. Le composizioni di Wagner, in particolare quelle del suo ultimo periodo, sono rilevanti per la loro tessitura contrappuntistica, il ricco cromatismo, le armonie, l'orchestrazione e per l'uso della tecnica del leitmotiv: temi musicali associati a persone, luoghi o sentimenti. Wagner inoltre fu il principale precursore del linguaggio musicale moderno: l'esasperato cromatismo del Tristano avrà infatti un effetto fondamentale nello sviluppo della musica classica. Egli trasformò il pensiero musicale attraverso la sua idea di Gesamtkunstwerk (opera totale), sintesi delle arti poetiche, visuali, musicali e drammatiche. Questo concetto trova la sua realizzazione nel Festspielhaus di Bayreuth, il teatro da lui costruito appositamente per la rappresentazione dei suoi drammi, dove tuttora si svolge il Festival di Bayreuth, dedicato completamente al compositore di Lipsia. La sua arte rivoluzionaria, su cui sono presenti, dal punto di vista dei libretti, influenze della tradizione della mitologia norrena, germanica e dei poemi cavallereschi, nonché quelle della filosofia di Arthur Schopenhauer, e dal punto di vista musicale influssi dell'intera storia della musica classica, scatenò reazioni contrastanti nel mondo artistico e divise critici e appassionati in "wagneriani" e "antiwagneriani": fu anche per questo che il compositore conobbe il successo solo negli ultimi anni della sua vita. Il filosofo Friedrich Nietzsche, durante il periodo di amicizia con il compositore, considerò la musica delle sue opere fino alla tetralogia L'anello del Nibelungo come la rinascita dell'arte tragica in Europa, rappresentando il massimo esempio dello spirito dionisiaco nella storia della musica stessa, cioè il suo aspetto istintuale._x000D_ Fonte WIKIPEDIA