Sinossi

I repertori, le teorie, i luoghi teatrali e i programmi dei protagonisti. Antoine, Copeau, Claudel e Artaud. I Quattro del “Cartel” e la neovanguardia. Cocteau, Anouilh o Giraudoux, Sartre o Camus? Le piccole scene (rive gauche) e gli spazi sterminati di Chaillot o all’aperto in Avignone. Blin e Serreau; Vilar e Barrault; Planchon, Mnouchkine, Chéreau e Vitez. I poeti della scena amano il paradosso e la ritualità, da Genet, Ionesco, Beckett a Gatti, Vinaver, Koltès e Novarina.Mediante i tradizionali documenti storiografici, critici e iconografici, aggiornati presso i più recenti Fondi d'archivio specializzati, ma anche seguendo un approccio materiale alla messa in scena, un tentativo di analisi e reinterpretazione della scena francese. Momenti e luoghi centrali nella cultura, non solo dello spettacolo, europea e mondiale.

Autore

Gianni Poli è critico teatrale militante, saggista, drammaturgo e traduttore (Molière, Artaud, Genet, Koltès, Vinaver, Vitez, Queneau, Louvet). Si interessa di estetiche e drammaturgie del Novecento, in particolare d'espressione francese. Fra i suoi saggi: Jean Genet (Firenze, 1973), La sperimentazione come assoluto (ivi, 1975), Spettacolo teatrale del Novecento (Torino, 1979), Teatro belga contemporaneo (Genova, 1984), Marguerite Yourcenar (Milano, 1990), Raymond Queneau (ivi, 1996), Antonin Artaud la poesia in scena (Genova, 1997).