Sinossi

Al punto di confluenza tra rabdomanzia e cultura, otto giovani studiosi coordinati da Marco Marchi, tutti brillantemente applicati alla decodifica dei significati moderni dell'opera di Federigo Tozzi.Le ricerche qui raccolte spaziano con originalità e assoluta pertinenza d'intervento dai grandi confronti archetipici intrattenuti dallo scrittore con con Dante e la Bibbia (Bianchini e Campigli) alle poco note ma interessantissime elaborazioni testuali dell'aforista e del poeta (Garofano e Livi); dai sopralluoghi dedicati a quella cultura psicologico-scientifica e filosofica destinata a fornire alla poetica dei «misteriosi atti nostri» un accredito fondamentale e irrinunciabile (Martini, Mugnai, Ureni) alla misurazione, di nuovo per via culturale, del rapporto vita-letteratura attraverso il diarismo di Ricordi di un impiegato (Zavanella).Ne deriva un complessivo ritratto di Tozzi ricco di sorprese e inedite acquisizioni, che definitivamente smantella l'interpretazione di un presunto scrittore naïf, sostituendovi quella più complessa, esauriente e affascinante, di uno scrittore di cultura.

Autore

Marco Marchi insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze. Ha curato per Mondadori il «Meridiano» delle Opere di Tozzi (1987). Tra le sue pubblicazioni presso Le Lettere: Sondaggi novecenteschi. Da Svevo a Pasolini (1994), Palazzeschi e altri sondaggi (1996), Vita scritta di Federigo Tozzi (1997), Vita scritta di Italo Svevo (1998), D’Annunzio a Firenze e altri studi (2000), Novecento. Nuovi sondaggi (2004), Immagine di Tozzi (2007), Altro Novecento (2009), Stagioni di Tozzi (2010), Per Luzi (2012), Per Palazzeschi (2013), Per Pasolini (2014). Ha curato inoltre per Le Lettere, di Tozzi, l’antologia cateriniana Le cose più belle (1996), il volume di studi collettaneo Il rabdomante consapevole (2000), Novale (2007), Bestie (2011), Con gli occhi chiusi (2012), Il podere (2014) e Venti novelle (2015).