Sinossi

Con testo a fronte
L'origine del termine chicano - probabilmente da (me)shicano, messicano - rimanda alle sofferenze degli immigrati clandestini negli Stati Uniti, che attraversando a nuoto il Rio Bravo cercavano di raggiungere l'ideale di un lavoro fisso in una società più giusta, e invece trovavano la violenta repressione, la discriminazione, il lavoro nero, insieme alla perdita dell'identità e della propria dignità storica. Tra il 1950 e il 1960 si sviluppa il movimento chicano, presa di coscienza politica e culturale; e quel che era negativo diventa motivo di orgoglio: la razza, Aztlan o terra mitica degli aztechi, Zapata e gli eroi della Rivoluzione del '10, la Vergine di Guadalupe. Il movimento cresce sviluppando una ricchissima letteratura, in spagnolo e in inglese, ma anche in quella lingua di frontiera tipica della comunità dove essi si alternano e si mescolano, cresce il teatro chicano, il cinema, le emittenti di radio e televisione. Negli anni '80 si parla già di una rinascita chicana: lo spagnolo si diffonde come seconda lingua negli Stati Uniti, i problemi del biculturalismo acquistano i primi piani nei dibattiti sull'educazione, gli scrittori e gli artisti chicani conquistano le grandi casi editrici, nordamericane e messicane, Hollywood accoglie attori e sceneggiatori dai nomi ispanici che impongono immagini e tematiche del mondo latino. Tino Villanueva, come poeta, pittore, teorico vi è in prima fila.

Autore

Tino Villanueva è un poeta e scrittore americano. I suoi primi lavori furono associati al rinascimento letterario chicano degli anni '60 e '70 e Villanueva è considerata una figura primaria in quel movimento letterario. Più recentemente, il lavoro di Villanueva ha trattato temi della mitologia greca.