Sinossi

Pasolini è stato il compagno fraterno, severo e fragilissimo, di più di una generazione, interprete lucido dei mali della società italiana e incarnazione estrema di un esistenzialismo "moderno" che proviene però dal nostro passato più antico.Grande saggista e critico letterario della seconda metà del secolo, ma quasi per obbligo (aspirava infatti ad essere poeta). Il suo "sguardo" poetico, presente in ogni sua pagina, è capace di cogliere - per intuizione - quella Realtà che invece sfugge a politici, giornalisti, burocrati, professori. E anzi, insieme a pochi altri come Carlo Levi e Elsa Morante ci ha mostrato la differenza irriducibile tra reale e irreale, tra presente concreto e futuro astratto, tra la vita tutta intera, inseparabile dalla morte, e l'ossessione "borghese" di possederla. Pasolini non può amare il mondo poiché se ne sente escluso, ma ne ha una struggente nostalgia. La sua opera sta sempre al posto di qualcos'altro: non scrive tanto poesie quanto saggi sulla poesia, non film ma saggi sul cinema, non romanzi, ma saggi sul romanzo. E così la sua esistenza, nella quale è condannato sempre a giustificarsi, sembra stare al posto di un'altra esistenza, in cui invece è accettato "naturalmente" dagli altri e dalla società. Una passione intellettuale, la sua, che potrebbe ispirare qualsiasi nostra libera riflessione sul mondo in cui abitiamo, e che appare sempre coinvolta dalla realtà stessa che intende conoscere o interpretare.

Autore

Ha scritto libri di saggistica e critica, tra i quali La nuova narrativa italiana. Travestimenti e stili di fine secolo, edito da Bollati Boringhieri nel 1994, nel quale è disegnata una mappa degli scrittori italiani contemporanei divisa per stili e correnti letterarie.

Con Giuseppe Leonelli ha pubblicato nel 2007 per Bompiani un Dizionario della critica militante, in cui accanto ai grandi nomi della critica italiana appaiono figure meno note come Giancarlo Mazzacurati, Giorgio Ficara, Francesco Dragosei e altri.

Un altro libro significativo della sua produzione è Pasolini, uno gnostico innamorato della realtà, che analizza la poliedrica attitudine artistica e critica del soggetto.

È consulente editoriale e membro del comitato editoriale della Gaffi. Collabora con testate giornalistiche, fra le quali il Corriere della Sera, Il Riformista, Il Messaggero, XL, Left. Ha vinto il Premio nazionale Latina per il tascabile "La Bancarella" nella stagione 1997-1998.