Sinossi

"Nessuno, ai tempi lieti, quando il principe ereditario veniva guardato con qualche perplessità e paragonato al padre con scoraggiante pessimismo; nessuno, dico, avrebbe supposto nell'Umberto di Savoia di allora, il capo di Stato dei due anni e un mese di Luogotenenza e di Regno, il carattere, la forza di volontà, la cartesiana dei propositi e delle decisioni...".Così Giovanni Artieri sintetizza il suo giudizio su Umberto II in questo lungo colloquio-intervista avvenuto a Cascais, in Portogallo, nel 1958; che rappresenta a tutt'oggi la più rigorosa, fedele e completa ricostruzione del pensiero e dell'opera di colui che si trovò alla giuda della nazione in uno dei momenti più drammatici della sua storia. Umberto di Savoia non si sottrae alle domande, anche alle più insidiose come quella sull'abbandono di Roma da parte della famiglia reale l'8 settembre 1943. L'ex-sovrano ricostruisce le fasi convulse del referendum istituzionale fino alla dolorosa decisione di lasciare il Paese, anteponendo gli interessi del suo popolo a quelli personali.Personaggi come Badoglio, Croce, Nitti, De Gasperi, Nenni, Togliatti, Sforza, Bonomi, Parri sono passati sotto il filtro di un'analisi acuta e spesso disincantata. E oggi che si conclude giustamente la triste e iniqua pagina dell'esilio dei Savoia, questo libro rappresenta anche un doveroso atto di giustizia verso la memoria del "Re gentiluomo".

Autore

Giovanni Artieri (1904-1995), grande giornalista e scrittore per oltre mezzo secolo ha descritto per milioni di lettori, in migliaia di articoli tutte le guerre: da quella in Africa orientale a quella di Spagna, a quella di Finlandia. Tra i suoi volumi: Cronaca del Regno d'Italia (1977), Mussolini e l'avventura repubblicana (1981), Quarant'anni di Repubblica (1987), Prima, durante e dopo Mussolini (1990), Italia mia (1992), Roghi e duelli (1993), Mussolini e le guerre dimenticate (1995).