Giorgio Pasquali

Storia della tradizione e critica del testo

Collana: Bibliotheca, 11
1988,
Temi: Filologia e Linguistica
ISBN: 9788871667249

Edizione cartacea

  • Brossura € 38,00  € 36,10

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Sinossi

Considerata, per comune consenso di tutti gli studiosi, l'opera maggiore di Giorgio Pasquali (1885-1952), la Storia della tradizione e critica del testo, a distanza di oltre cinquant'anni dalla sua prima edizione (1934), resta ancora l'opera più letta da tutti i filologi, non solo quelli classici, ma anche i filolgi romanzi in generale e italianistici in particolare.Chiunque oggi voglia pubblicare o emendare testi, chiunque si occupo di studi di critica testuale o di storia della tradizione, non può fare a meno di quest'opera. Molte delle formulazioni di Pasquali in questo libro, come "tradizione orizzontale", "recensione chiusa" e "recensione aperta", recentiores, non deteriores sono ormai nel linguaggio comune di tutti gli studiosi. Il famoso "dodecalogo per editori di testi classici" (qui a pp. XV segg.) costituisce "un corpo di dottrine a cui ogni filologo moderno può e deve sottoscrivere" (A. Dain). E l'infuenza della Storia della tradizione dura e si prolunga anche oltre quanto il suo autore aveva previsto, "nella linea che con mano maestra egli aveva traccitato con vigore e sicurezza" (J. Irigoin).

Indice

INDICE
Premessa di Dino Pieraccioni
DEDICA
PREFAZIONE
CAP. I. - Il metodo del Lachmann
II. - Ci fu sempre un archetipo
III. - Eliminatio codicum descriptorum
IV. - Recentiores, non deteriores. Collazioni umanistiche ed editiones principes
V. - Tradizione meccanica e varianti medievali
VI. - Varianti antiche e antiche edizioni
VII. - Edizioni originali e varianti di autore
APPENDICI
I. - A proposito di un libro recente di A. Dain
II. - Congettura e probabilità diplomatica
III. - Sorti della letteratura antica a Bizanzio
Indice dei nomi e delle cose principali
Indice dei luoghi citati
Indice degli studiosi

Autore

Giorgio Pasquali (Roma, 29 aprile 1885 – Belluno, 9 luglio 1952) è stato un filologo classico italiano.

Spesso indicato come il maggior filologo classico italiano del Novecento, fu autore di studi cruciali per la definizione metodologica dei principi di critica del testo, con riguardo particolare ai testi classici.