Federico Guglia

Il sole nero

Dall'esilio cubano sette storie contro Fidel

Collana: In Campo Aperto, 5
2003, 146 pp.
Temi: Storia
ISBN: 9788871667379

Edizione cartacea

  • Brossura € 10,00  € 9,50

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Sinossi

Nuova edizione
prefazione di Sergio Romano Dissidenti condannati a pene pesantissime, dirottatori di traghetti fucilati per "dare l'esempio" ai cubani che cercano di scappare con ogni mezzo verso la libertà. La recente ma ennesima ondata repressiva di Fidel Castro ha sollevato l'orrore del mondo per la più lunga dittatura d'America latina, per le disastrose condizioni sociali ed economiche dell'isola, per i diritti umani calpestati, per il silenzio o addirittura per l'ammirazione di tanti intellettuali nei confronti del "líder màximo". Per la prima volta anche il Parlamento italiano ha chiesto la liberazione degli oppositori e la fine delle esecuzioni sommarie. Ma a quanto la storia delle persone può dare l'idea della tragedia dimenticata. Sette storie straordinarie di esuli cubani, narrate "in presa diretta", svelano il volto sconvolgente, mai raccontato fino in fondo, della dittatura castrista. Protagonisti sono un giovane pilota d'aereo abbattuto, un lattaio diventato imprenditore di successo, un sopravvissuto a trent'anni di galera - più ancora di Nelson Mandela - e un cubano eletto deputato al Congresso americano. Ma anche un agente segreto incaricato di missioni impossibili e un guerrigliero con la sua "principessa", figlia di un ufficiale fucilato dopo il processo Ochoa. E poi i giudizi di Alina, la figlia ribelle di Castro (parla anche della vicenda di cui fu protagonista Eliàn, il bambino conteso fra Cuba e l'America) e un'intervista a Oscar Elias Biscet Gonzàlez, "il Gandhi del Caribe". Biscet racconta delle sue prigioni. Una testimonianza eccezionale, perché nel frattempo lui è stato di nuovo condannato a venticinque anni di galera, incarcerato un'altra volta per il suo impegno a favore dei diritti.Sette storie che diventano un incredibile e drammatico atto d'accusa contro la lunga indifferenza e la cinica condiscendenza di tanti governi democratici verso il regime nazional-comunista di Castro.