G. Strehler

Memorie

Copione teatrale da Carlo Goldoni

Collana: Storia dello Spettacolo. Fonti, 6
2005, XXXVIII+298, con illustrazioni a colori e b/n pp.
Temi: Musica e Spettacolo
ISBN: 9788871667652

Edizione cartacea

  • Brossura € 35,00  € 33,25

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Sinossi

ESTRATTO ICONOGRAFICO «Il Teatro può tutto. E la vita del signor Goldoni Carlo che io chiamavo e chiamo G. è una Vita tutta di Teatro, tutta nel Teatro, tutta per il Teatro [...]. Non è una biografia. Non è un saggio critico. Non è una commedia. È tutto questo insieme. Ma sopra ogni altra cosa è un atto d’amore nella teatralità». È la dichiarazione perentoria e appassionata che apre le Memorie goldoniane riscritte da Giorgio Strehler per la scena fra la primavera del 1993 e il Natale del ’97, quando inaspettatamente il teatro restò orfano del grande maestro-artigiano.Il progetto – commissionato dalla RAI nel 1969 – prevedeva una sceneggiatura a puntate sulla vita di Goldoni. Quella prima stesura, scritta con Ludovico Zorzi e Tullio Kezich, sembrò irrimediabilmente perduta e l’avventura televisiva si chiuse per sempre nel ’74. Divenne a poco a poco un romanzo teatrale, un esercizio continuo che Strehler impose a se stesso nella sua personale ricerca della propria idea di teatralità.Pagine scritte per raccontare la vita del teatro e narrare Goldoni insieme alla storia del teatro italiano, contrappunto all’indifferenza crescente delle istituzioni pubbliche nei confronti dei valori della cultura. «I Mémoires mi interessano per parlare all’Europa di Goldoni [...]. E mi servono, i Mémoires, per rispondere alla vitalità del pubblico [...] nella mia infelicità di cittadino trovo in questa prospettiva un barlume di speranza. Dopo il buio, vedo la luce».

Autore

Giorgio Strehler (Trieste 1921-Lugano 1997) ha firmato le prime regie nel 1943. Nel 1947 ha fondato, insieme a Paolo Grassi e Nina Vinchi, il Piccolo Teatro di Milano, diretto praticamente per tutta la vita. I suoi spettacoli su Goldoni, Shakespeare, Pirandello, Cechov e Brecht, così come i suoi allestimenti di opere liriche (Mozart, Verdi, Beethoven, Wagner), sono capolavori dell’arte teatrale del Novecento. È stato promotore dell’Unione dei Teatri d’Europa.