Sinossi

Un vasto movimento anti-statalista ed anti-New Deal fiorì tra la fine della seconda guerra mondiale e gli ultimi anni Cinquanta negli Stati Uniti. Questo movimento, che è definito genericamente conservatore e che fu strenuamente anti-comunista, raccolse le tre principali componenti che si opponevano al New Deal e alla sua eredità statalista: i conservatori tradizionalisti, il cui pensiero poneva l'accento sulla tradizione religiosa e comunitaria americana (Kirk, Hallowell, Weaver, Viereck, Vivas, Lippmann, Nisbet, Strauss, Voegelin); i liberali classici, che ripresero l'iniziativa politica grazie anche alla presenza negli Stati Uniti di Ludwig von Mises e Friedrich von Hayek e che si battevano per il ripristino pieno della logica del libero mercato; infine, i libertarians, eredi della Old Right americana e del pensiero di Albert J. Nock (cui è dedicato il primo capitolo), assertori anch'essi della superiorità del capitalismo e strenui isolazionisti (Chodorov, Flynn, Rothbard), perché convinti che tutte le guerre, compresa la guerra fredda, rafforzassero i poteri dello Stato e danneggiassero le libertà individuali. Infine, l'ultimo capitolo è dedicato a quella vasta congerie di personalità e di riviste conservatrici che presero posizione contro lo statalismo e i compromessi americani con l'Unione Sovietica.

Autore

Antonio Donno è stato professore ordinario di Storia dell’America del Nord e poi di Storia delle Relazioni Internazionali all’Università del Salento e alla Luiss. È autore di numerosi volumi e articoli sul conservatorismo americano, sulla guerra fredda e sulla politica americana nel Medio Oriente, con particolare riguardo alle relazioni con il sionismo e Israele.