Simone Weil

Il radicamento

Preludio a una dichiarazione dei doveri verso l’essere umano

A cura di Maura Del Serra
Traduzione di Maura Del Serra

Collana: Pan, 42
2021, 11x18,5 con bandelle
Temi: Filosofia
ISBN: 9788893662062

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Sinossi

A questo fervido ed estremo saggi che Simone Weil scrisse a Londra tra il 1942 e il 1943, conosciuto finora in Italia come La prima radice, viene infine restituito il titolo (desunto dall’ultima parte) datogli da Albert Camus per l’edizione incipitale del 1949, postuma come tutta l’opera weiliana maggiore, da La condizione operaia a La gravità e la grazia, da La conoscenza soprannaturale e Attesa di Dio a L’Iliade poema della forza e al corpus dei Quaderni, fino agli Scritti di Londra di cui è parte il Preludio a una dichiarazione dei doveri verso l’essere umano. Tale era il titolo di questo ricco “manifesto”, che delinea una lucida visione prognostica, storicamente molto analitica quanto visionaria, volta alla ricostruzione di una Francia e di un’Europa democratica, libera da ogni oppressiva idolatria materialistica e scientifico-tecnologica, fondata invece sugli eterni “bisogni dell’anima” e riconnessa ai fondamenti spirituali e cosmici del prediletto mondo greco e cristiano-medievale, nella prospettiva di una nuova sacralità del lavoro e dell’esistenza umana. Simone Weil (1909-1943), massima filosofa del Novecento europeo, maturò progressivamente il suo originale pensiero etico-politico militante, dalle intense componenti mistico-universalistiche, nell’insegnamento, nell’esperienza in fabbrica, nella partecipazione alla guerra di Spagna e infine nel lavoro resistenziale di lotta antinazista, svolto prima in America e poi a Londra per l’organizzazione “France Libre”. Morì nel sanatorio di Ashford (Kent) in seguito alle privazioni autoimpostesi.

Autore

Simone Adolphine Weil (Parigi, 3 febbraio 1909 – Ashford, 24 agosto 1943) è stata una filosofa, mistica e scrittrice francese, la cui fama è legata, oltre che alla vasta produzione saggistico-letteraria, alle drammatiche vicende esistenziali che ella attraversò, dalla scelta di lasciare l'insegnamento per sperimentare la condizione operaia, fino all'impegno come attivista partigiana, nonostante i persistenti problemi di salute.

Sorella del matematico André Weil, fu vicina al pensiero anarchico e all'eterodossia marxista. Ebbe un contatto diretto, sebbene conflittuale, con Lev Trockij, e fu in rapporto con varie figure di rilievo della cultura francese dell'epoca. Nel corso del tempo, legò sé stessa all'esperienza della sequela cristiana, pur nel volontario distacco dalle forme istituzionali della religione, per fedeltà alla propria vocazione morale di presenziare fra gli esclusi. La strenua accettazione della sventura, tema centrale della sua riflessione matura, ebbe a essere, di pari passo con l'attivismo politico e sociale, una costante delle sue scelte di vita, mosse da una vivace dedizione solidaristica, spinta fino al sacrificio di sé.

La sua complessa figura, accostata in seguito a quelle dei santi, è divenuta celebre anche grazie allo zelo editoriale di Albert Camus, che dopo la morte di lei a soli 34 anni, ne ha divulgato e promosso le opere, i cui argomenti spaziano dall'etica alla filosofia politica, dalla metafisica all'estetica, comprendendo alcuni testi poetici.