Sinossi

Nelle pagine del Canzoniere, prima raccolta di Vicente Quirarte integralmente tradotta in italiano, il poeta anima il famoso artista del Quattrocento Filippo Lippi facendogli trascendere la sua dimensione umana, religiosa e soprattutto pittorica in un discorso amoroso che si colloca sulla scia del petrarchismo e dei tradizionali canzonieri italiani, ma con il rinnovamento del modernismo messicano. Quirarte infonde in questa raccolta la dimensione della battaglia, sia essa d’amore, contro la morte o tra profano e divino, che assume la forma delle gesta e delle parole del famoso pittore, nella cornice di Firenze e delle rive dell’Arno. Negli ardenti sonetti rivolti all’amata, Filippo Lippi abbatte, grazie ai versi di Quirarte, le mura delle norme religiose e il silenzio dei secoli: la passione d’amore plana vitale su oceani e continenti, librandosi oltre i confini delle tele per cui aveva posato Lucrezia Buti e immortalando l’eternità di una storia muta che finora aveva vissuto soltanto nella pittura.

Autore

VICENTE QUIRARTE CASTAÑEDA (1954) è nato a Città del Messico e continua a rinascervi ogni giorno, come ama ricordare. Docente universitario, saggista e narratore, Vicente Quirarte è soprattutto uno dei poeti messicani più importanti della sua generazione. Grazie a quanto apprende ogni giorno dall’attività di ricerca e di insegnamento, in ciascuna delle sue raccolte mette in luce l’eredità letteraria in lingua spagnola, ma con una modulazione personale che dimostra un profondo piacere per il nudo materiale del linguaggio, lavorato come da un artista plastico della parola. Dottore di Ricerca in Letteratura Messicana presso l’Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM), dove attualmente occupa la cattedra di Letterature Ispanoamericane, è stato direttore della Biblioteca Nacional de México dal 2004 al 2008, dal 2015 è segretario dell’Academia Mexicana de la Lengua e, dal 2016, membro del Colegio Nacional. Quirarte pubblica nel 1979 la sua prima raccolta poetica, Teatro sobre el viento amado, a cui seguono numerose altre tra cui Calle nuestra (1979), Puerta del verano (1982), El cuaderno de Aníbal Egea (1990), El ángel es vampiro (1991), libro insignito del Premio Xavier Villaurrutia nello stesso anno. Insieme ad altre raccolte poetiche appartenenti ai suoi primi venti anni di scrittura, quelle finora elencate sono riunite in Razones del samurai. Poesía reunida 1978-1999 (2000). Tra le uscite più recenti si segnalano Zarabanda con perros amarillos (2002), El mar del otro lado (2007), Ciudad de seda (2009), Esa cosa tan de siempre (2013) e La miel de los felices (2016). Ha ottenuto, fra gli altri riconoscimenti, il “Premio Nacional de Poesía Joven Francisco González León” (1979), il “Premio de Ensayo Literario José Revueltas” (1990), il prestigioso “Premio Iberoamericano de Poesía Ramón López Velarde” (2011) e, nel 2012, la UNAM gli ha attribuito il “Premio Universidad Nacional” per la creazione artistica e la diffusione della cultura. Negli ultimi anni Vicente Quirarte si è affermato come una delle figure di riferimento della letteratura in lingua spagnola, creando un’armoniosa sintesi evolutiva della lirica in stretta connessione con lo spazio urbano.