Sinossi

L’opera di Daisetz Teitarō Suzuki è nota in Occidente per i suoi numerosi contributi in materia di buddhismo. Meno noto è lo studio, capillare e attento, a cui si dedicò ben prima della sua pionieristica e instancabile opera di divulgazione di tale sapere: quello riguardante il mistico svedese Emanuel Swedenborg (1688-1772). Suzuki fu, infatti, un suo devoto estimatore, identificando negli scritti e nella figura dell’autore europeo un significativo punto di riferimento per il superamento della profonda crisi spirituale dilagante nel Giappone dell’epoca. Egli, per questo, si prodigò per la diffusione del pensiero di Swedenborg sia attraverso la traduzione di alcune delle sue più significative opere mistiche in lingua giapponese, sia tramite i propri scritti: Swedenborg e Swedenborg: la sua concezione di Reame celeste e il “potere dell’Altro”. Essi offrono contributi originali in tema di pensiero filosofico-religioso, oltre che una brillante rivalutazione della figura del mistico svedese, nota in Europa forse più per la critica mossagli da Kant che per i suoi contenuti in ambito teologico. Tradotti per la prima volta in italiano, tali scritti sono raccolti in questo volume al fine di presentare al pubblico un nuovo e inedito volto di Suzuki, nonché una preziosa rilettura della mistica di Swedenborg in chiave buddhista.

Autore

Nato Teitarō Suzuki, (18 ottobre 1870, Kanazawa – 12 luglio 1966, Kamakura), discendente da una famiglia di samurai, fu presto affascinato dal buddhismo Zen alla cui pratica e studio cominciò a dedicarsi dai vent’anni, sotto la guida di due insigni maestri: Imakita Kōsen (1816-1892) e, successivamente, Shaku Sōen (1860-1919) che gli conferì il nome onorifico di Daisetz. Nel 1897, dopo gli studi in Filosofia presso l’Università Imperiale di Tokyo, si trasferì negli Stati Uniti dove risiedette per numerosi anni, lavorando come redattore presso la casa editrice Open Court e coltivando lo studio della lingua inglese e del buddhismo, così come di diverse altre realtà culturali e religiose. Tale studio rimase un costante riferimento nella sua vita e nella sua produzione, ispirandolo alla traduzione di numerosi classici buddhisti e alla loro divulgazione anche in lingua inglese, attraverso un dialogo multiculturale sempre vivo e aperto. Per questi suoi contributi, è diventato uno dei principali divulgatori dello Zen in Occidente e una figura di rilievo nel panorama intellettuale americano ed europeo del Novecento.

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