Sinossi

La letteratura continua a rimanere un territorio dirimente attraverso cui riempire la vita: sicuramente esiste uno stretto legame tra un uomo e il tipo di letture che lo hanno formato e che in qualche misura ne hanno condizionato lo sguardo sul mondo.
Ci siamo chiesti allora cosa sarebbe successo se un grande scrittore del nostro tempo avesse raccontato la propria educazione alla letteratura davanti a un pubblico di giovani lettori e lo abbiamo fatto accadere.
Il 10 novembre 2022 abbiamo invitato Mario Vargas Llosa in Palazzo Vecchio a Firenze in un evento che ha dato occasione al Premio Nobel peruviano di descrivere la propria formazione letteraria e umana davanti agli studenti di alcuni licei della città. In quella conversazione con Martha Canfield, attraverso le sue parole, sono piombati Gustave Flaubert, Albert Camus, Jorge Luis Borges e altri autori che lo hanno segnato come scrittore e come uomo.

Da questo inconsueto e straordinario incontro generazionale abbiamo dato alle stampe "Vie Maestre" impreziosito da un intervento di Claudio Magris.

Autore

Mario Vargas Llosa (Arequipa, Perù 1936), premio Nobel per la letteratura nel 2010, è una figura centrale della rinascita della narrativa ispanoamericana. Scrittore, critico e giornalista, fine polemista, è vissuto a lungo in Europa. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui i premi Principe delle Asturie, Cervantes, Grinzane-Cavour alla carriera. Tra le ultime opere, tutte per Einaudi: Crocevia (2016), Il richiamo della tribù (2019) e Tempi duri (2020). Tra i saggi: García Márquez: historia de un deicidio (1971, non tradotto in italiano), L’orgia perpetua. Flaubert e Madame Bovary(1975), La letteratura è la mia vendetta (2012, scritto con Claudio Magris) e il recente La mirada quieta (de Pérez Galdós), infine Sogno e realtà dell’America Latina (2019) e Sciabole e Utopie. Visioni dell’America Latina (2020) per l’editore Liberilibri.