Sinossi

Perché “LAVORO”?

Cos’è il lavoro oggi se non un luogo di minaccia, incubo nero o mito abbagliante che sia? O forse è anche una delle ultime esperienze di comunità che ci è concessa? Finita per sempre “la sicurezza” di un lavoro (e sul lavoro), in questo numero dedicato sin dal titolo/tema a questa entità bifronte, i protagonisti dei racconti pubblicati lanciano messaggi di vario genere: insegnano un po’ frustrati, informano e giudicano, condividono la loro mutilazione su una app, come nel racconto-diario di Tarabbia; implorano di non essere lasciati, o addirittura abbandonano un lavoro che ci vuole tutti per lui o per lei, un amore complesso, tossico, come nel monologo grottesco e divertente di Raimondo. Molti vivono miraggi così come vengono colpiti, materialmente o simbolicamente, da un macchinario impietoso, o da quel cane metafisico raccontato da Falco, che attraversa la strada e sfonda l’auto aziendale; o da un ambiente in costante sussulto, terremotato come nella storia di Montella. Il lavoro è un'entità senza limiti e confini, eppure in questi testi abbonda ancora lo spazio oramai archeologico della fabbrica, uno spazio che pare paradigmatico perché esiste pur sempre in una fabbrica interiorizzata, anche nello smart working, e il suo ritmo ossessivo, come nei versi di Franzin e di Agustoni, lo denota. Ma non dovevamo liberarcene, di tutto questo lavorare? E invece lo troviamo ovunque coi suoi tentacoli, ce lo portiamo dietro con la sua miseria, anche in vacanza, poveri Cristi operai che si sacrificano per niente, eterni subordinati come nella poesia di Carretta. Lo spazio di lavoro rivela però anche risvolti sorprendenti in questo numero, a volte a tinte speranzose e sospese, come nel vibrare vitale di una concitata riunione sindacale tra lavoratrici offerto da Baldelli; o come nel racconto di Marchelli, nell’esperienza di un’aula di studenti americani, stretti nelle morse delle loro carriere future, capaci di trovare ancora momenti di libertà, tra apatia e svogliatezza, di fronte a vecchi metodi e modelli, insegnandoci forse qualcosa: per loro, almeno, c’è ancora il tempo di (non) lavorare.

Indice

Martino Baldi-Alessandro Raveggi
INTRO - Work/Lavoro

Andrea Tarabbia
Jobadvisor
Jobadvisor

Simona Baldelli
Demands
Le pretese

Giorgio Falco
The real trip
Il viaggio vero

Fabio Franzin
Crosses for dogs and miracles
Crose par cani e miràcoi

Nadia Agustoni
from Obituaries
da Necrologi

Marco Carretta
I think of Luigi the poet
Penso a Luigi poeta

Chiara Marchelli
Bright but She Doesn’t Apply Herself
Intelligente ma non si applica

Saverio Raimondo
Unrequited love letter from your former Job
Lettera del lavoro abbandonato alla sua ex dipendente

Daniela Montella
«Flegrea Inc.»
«Flegrea Inc.»

La quarta di copertina di questo numero è della scrittrice spagnola Elvira Navarro.

Illustratore:
Marco Petrella

Traduttori:
Johanna Bishop
Brian Robert Moore
Jamie Richards